Usb, mercoledì sciopero generale a Trieste: «Manca visione complessiva per il territorio»
«Mercoledì 13 NOVEMBRE, uno SCIOPERO GENERALE a Trieste, su una crisi industriale ed occupazionale che rischia di mettere in ginocchio la nostra città ed i suoi lavoratori». Lo sottolinea in una nota USB. «Uno sciopero - ancora - il nostro, "nato dal basso" su appello dei comitati degli iscritti USB delle aziende triestine e che vuole lanciare in particolare l'allarme occupazionale sui lavoratori dell'indotto, quelli di cui non parla mai nessuno. Per USB oggi manca una visione complessiva per il territorio, dove invece dovrebbero essere messe a fattore comune anche realtà produttive e comparti tradizionalmente diversi dentro un quadro di strategie sullo sviluppo di sinergie e competenze». «USB - viene riferito - vuole stanare le aziende, le multinazionali, la confindustria, i padroni: che sono i primi responsabili di quanto sta avvenendo sul nostro territorio. Da un lato ci sono le multinazionali che pretendono di garantirsi degli utili a spese della collettività e dall'altra c'è chi pensa di poter ottenere ulteriori profitti e risorse pubbliche speculando sulla crisi e facendo ricadere le responsabilità occupazionali sugli altri soggetti, anche quelli politici a cui oggi noi chiediamo di sostenere ancora con più forza le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori». «C'è- viene sottolineato - chi come CGIL CISL e UIL vuole fare politica e propaganda, attaccando oggi la governance territoriale, come se questa oggi fosse diversa da quella che noi registriamo da anni. I percorsi e gli strumenti sono gli stessi... dov'è la novità? Dov'è la differenza rispetto il passato? Da un lato il Governo (sulla Ferriera) e dall'altro la Regione (su tutte le crisi aperte) stanno dimostrando e confermando la bontà dell'iniziativa di supporto e di intervento strutturato nelle varie crisi aperte. Intervento che riconferma gli strumenti già utilizzati e già messi a disposizione in situazioni diverse, anche da giunte passate. Inventarsi il contrario sarebbe come sbugiardare la nostra iniziativa di difesa dei posti di lavoro di tutti questi anni». «E' necessario però (ed è la politica in primis a doverlo fare) che si affronti una discussione di sistema, che punti agli elementi di sviluppo economico sul territorio (vedi porto) dando però una chiara visione industriale, su un modello di sviluppo economico cittadino sostenibile, ed indicando quale sia oggi l'impostazione e gli incentivi in campo atti a creare una filiera produttiva di sostegno alle attività del porto, che a differenza di come la pensa - conclude - no alcuni "non può farcela da solo". USB chiede il sostegno alle sue proposte e lancia un appello a tutti. Vi aspettiamo al presidio Mercoledì 13 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 in piazza Oberdan».
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