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«Trieste nel degrado, e i politici tacciono»: lo sfogo accorato di un lettore

Luca Marsi ·
«Trieste nel degrado, e i politici tacciono»: lo sfogo accorato di un lettore

Sporcizia, risse, degrado ovunque. Ma i politici quando escono di casa non provano vergogna?”. È un messaggio che colpisce dritto allo stomaco quello che un lettore triestino ha voluto condividere con la redazione, un appello tanto amaro quanto diretto, rivolto alla classe politica tutta, da Roma fino alle istituzioni locali.

Una riflessione che nasce dall’osservazione quotidiana di una città che, a detta del segnalante, “sta lentamente affondando nel silenzio generale”. Le parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Parlo di Trieste, ma nel resto d’Italia – scrive – va anche peggio. È da almeno tre anni che non si vede alcun segnale di miglioramento, anzi… è sempre peggio”.

Un grido trasversale: “Il nulla da destra a sinistra”

Il cittadino non risparmia nessuno, anche se distingue le responsabilità politiche. Se da una parte accusa “i politici di sinistra, amanti dell’immigrazione e del caos”, dall’altra si rivolge in modo ancora più tagliente a chi – a suo dire – avrebbe dovuto difendere i propri elettori: “Ma a destra, com’è possibile che nessuno abbia il coraggio di reagire, di intervenire, di riportare ordine e dignità nei quartieri e nelle piazze?”.

Secondo il lettore, il centrodestra avrebbe “tradito le aspettative” e contribuito, con l’inerzia e la mancanza di azione, al “crollo della fiducia” da parte di quella parte della cittadinanza che aveva creduto in un vero cambiamento.

Trieste, tra degrado e insicurezza percepita

Al centro del messaggio ci sono i temi più caldi del malcontento urbano: la crescente sensazione di insicurezza, la sporcizia che invade vie e marciapiedi, episodi di violenza che si susseguono sempre più frequentemente, e un’apparente assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni. “Il degrado più totale – scrive – è sotto gli occhi di tutti. Eppure, si finge di non vedere. Nessuno si assume la responsabilità”.

“Povera Italia, povera Trieste”

La chiusura è lapidaria. Un lamento più che una frase, che riassume un sentimento di disillusione e solitudine: “Povera Italia, povera Trieste…”. Uno sfogo che, seppur proveniente da una voce singola, intercetta il disagio diffuso di molti cittadini che si sentono dimenticati, lasciati soli di fronte a una quotidianità fatta di piccole e grandi ingiustizie, e a un silenzio politico che rischia di diventare assordante.

Un grido che merita ascolto, a prescindere da posizioni ideologiche o colori di partito.

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