Partito Democratico senza ministre donne: rabbia, delusione e frustrazione delle Donne Pd
Rabbia, delusione e frustrazione, queste le emozioni che hanno attraversato la comunità delle donne del Pd, dopo l'annuncio dei componenti del nuovo governo. Tante le emozioni, quante tutte le battaglie condotte fin qua. Adesso però è subentrata una riflessione profonda non solo del proprio ruolo nel PD ma anche nella società. L’Italia va controcorrente, ci sono nel mondo 21 capi di stato donne di cui 11 in Europa e, in Germania, con Angela Merkel, abbiamo l'esempio di una donna al vertice dal 2005.Gli stati che hanno gestito meglio la pandemia sono quelli che hanno a capo una donna. La criticità non appartiene solo al Pd, ma è giusto che all'interno del maggior partito di sinistra si faccia un certo ragionamento. Giusto ha detto Rosy Bindi, occorre più solidarietà tra donne. Occorre anche avere più fiducia nelle capacità organizzative e di sintesi di una donna, nella capacità di mediazione e di conciliazione, più fiducia nel coraggio delle decisioni. Ma questa fiducia deve nascere prima di tutto nelle donne stesse, che sono capaci di una propria indipendenza di pensiero e della costruzione di una linea politica indipendente. Lo dimostrano ogni giorno, nella loro professione, nella famiglia, nella società. Le donne in generale hanno la tendenza a lavorare con impegno e generosità in tutti i settori ma contemporaneamente sono portate più ad illudersi che sia sufficiente far emergere le proprie capacità e competenze per averne automaticamente riconosciuti e valorizzati i meriti. Le criticità servono, per far venire a galla i nodi, per riformulare il processo di crescita, per dare una sferzata di energia e cambiare rotta. Questo è il governo di Draghi, diamogli fiducia, nel frattempo iniziamo a dare fiducia a noi stesse.
Maria Luisa Paglia
Referente Conferenza Donne Democratiche Trieste
e Referente FVG - Dipartimento alle Pari opportunità e Politiche per le famiglie del PD
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