Le Truffe più comuni a Trieste e come difendersi

Le truffe a Trieste e dintorni sono eventi ormai frequenti, proprio per questo la polizia locale il comune hanno lanciato una campagna per invitare ai cittadini a stare in allerta e denunciare. Con il titolo “#SOSTRUFFE. RICONOSCI. PREVIENI. DENUNCIA” ha l’obiettivo di informare sui diversi tipi di truffa, che vengono descritti in modo articolato e che spesso fanno leva sulle vulnerabilità dei cittadini più fragili come gli anziani.
In molte truffe i malviventi giocano proprio sul livello psicologico, instillando una sensazione di urgenza e pericolo e creando una situazione in cui per paura si forniscono dati e dettagli, o addirittura si consegnano soldi direttamente. La campagna, lanciata nel mese di settembre, è stata strutturata in modo capillare per essere recepita dal maggior numero di persone possibile, attraverso social, volantini, incontri pubblici.
I risultati cominciano già a vedersi con una media di quattro denunce per truffe al mese, anche se i reati sono molti di più. Per avere un’idea più chiara sulle diverse tipologie di raggiro, il sito Truffa.net analizza in dettaglio le truffe online più diffuse, con le indicazioni per riconoscerle e i metodi per difendersi.
Truffa del finto carabiniere
Al primo posto per frequenza, ci sono gli episodi legati alle truffe telefoniche, di quelle di cui si sente parlare anche tanto in Tv. Si tratta della classica truffa, descritta anche nelle comunicazioni relative alla campagna della polizia locale, in cui qualcuno, spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine, annuncia un evento grave. In genere si tratta di un incidente in cui è coinvolto un familiare: si convince il malcapitato, in preda al panico, a consegnare soldi a un agente che si presenterà alla porta, o tramite un bonifico.
Due casi simili sono avvenuti di recente nella stessa giornata di inizio dicembre, entrambi a Trieste. Nel primo la donna contattata telefonicamente si accingeva ad andare in banca per effettuare un trasferimento di 10mila euro, fortunatamente è stata fermata dai carabinieri. Nel secondo episodio invece la vittima ha consegnato 4mila euro in oro e gioielli a una truffatrice presentatosi alla porta di casa. Si tratta di una truffa particolarmente odiosa, un incubo per le vittime che, oltre ad essere private dei risparmi di una vita e talvolta di preziosi ricordi, vivono anche con il senso di colpa per esserci cascati.
Truffa operatori sanitari
Si è diffusa a Trieste anche la truffa del finto CUP. Questo imbroglio viaggia sempre via telefono o via SMS. Tanto da aver spinto l'azienda sanitaria locale a diramare un avviso per mettere in guardia i cittadini. La truffa infatti invia falsi messaggi su prenotazioni effettuate al Centro Unico Primario, per spingere i cittadini a chiamare un numero a pagamento. In questo modo vengono scalati soldi dal credito del malcapitato. Per difendersi è sempre meglio evitare di chiamare numeri forniti via messaggio o tramite chiamata. Il consiglio è quello di riattaccare e contattare il numero verde ufficiale del CUP.
Sempre in ambito sanitario, ci sono anche truffe in cui finti medici o infermieri contattano anziani per modificare le prescrizioni dei farmaci e si recano poi al domicilio per derubare la vittima. In questo caso è fondamentale non fornire mai informazioni personali o dare appuntamenti a persone non identificate. Meglio effettuare una verifica contattando il proprio medico di famiglia.
Truffa del finto familiare
Al terzo posto, in ordine di frequenza, ci sono le truffe che viaggiano via WhatsApp. Queste rientrano nel più ampio ambito delle truffe online, che sfruttano social, email e altri strumenti. Quella di cui parliamo, nei documenti informativi della campagna anti truffa, viene definita Truffa del finto familiare. Comincia con un messaggio del tipo: mamma ho perso il telefono. Questo è l’amo che fa scattare la trappola. Il finto parente, in genere un fantomatico figlio, dichiara di aver perso o rotto il telefono, di essere in difficoltà e aver bisogno di soldi per risolvere il problema.
In questo caso, bisogna mantenere il sangue freddo. Basta riattaccare e chiamare direttamente il proprio congiunto con il numero memorizzato in rubrica per effettuare una rapida verifica. Insomma le truffe online e di persona sono un fenomeno che sembra non avere limiti, né per l’inventiva, né per gli strumenti e metodi utilizzati. Con le messe in scena articolatissime e hacker in grado di camuffare identità e numeri di telefono, diventa sempre più complicato non caderci. Informazioni sulle nuove modalità di raggiro, comportamenti prudenti, insieme a ripetute verifiche, ove possibile, sono l’unico metodo per rendere la vita difficile ai truffatori.
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