Genitori Regeni, 'ora è più vicina la verità per Giulio'

"A sette anni dalla morte di Giulio, ormai quasi otto, finalmente il processo potrà iniziare. Lo abbiamo sempre sperato e abbiamo sempre lottato, resistendo a ogni insidia, affinché si giungesse ad un giusto processo". Così a Repubblica i genitori del giovane ucciso al Cairo nel 2016 Paola e Claudio Regeni. "E' la vittoria del diritto alla verità e all' intangibilità dei corpi, non solo per noi ma per tutti i cittadini". "La Corte Costituzionale, e prima ancora il giudice Ranazzi e la Procura di Roma hanno ben compreso che non era 'giusto' impedire la celebrazione del processo, a carico dei quattro indagati per il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio, garantendo loro una 'ripugnante' impunità, in virtù della protezione del governo egiziano". Da quel 25 gennaio 2016, quando Giulio è stato sequestrato, si sono avvicendati ben sei governi italiani, e nessuno è stato in grado di pretendere ed ottenere dal governo egiziano effettiva collaborazione, mentre invece sul piano degli affari e della politica ci sono stati grandi intese e strette di mano". Adesso "confidiamo in un processo giusto che stabilisca le responsabilità sul sequestro le torture e l'uccisione di nostro figlio, per stabilire la verità processuale. Ma anche dalla politica ci aspettiamo che stia dalla parte dei cittadini che chiedono l'applicazione dei principi costituzionali e la tutela dei diritti inviolabili e universali". Incontrare Al-Sisi? "Se viene a Roma per accompagnare i quattro imputati e consegnarci finalmente gli effetti personali di Giulio, siamo disposti ad incontrarlo. Non ci siamo mai sottratti a nessuna fatica né a nessuna afflizione". (ANSA). J5J-FG
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