Da “compro oro” a “compro borse di lusso” per colpa della pandemia
Pare stia prendendo piede un nuovo trend in Italia che potrebbe colpire anche la città di Trieste. Con l’arrivo della pandemia la quasi totalità delle famiglie, dalle più agiate a quelle più modeste, hanno dovuto tagliare sulle spese e c’è chi addirittura ha dovuto trovare nuove fonti di reddito. Ristori, prestiti ma soprattutto vendita dell’usato, gioielli, preziosi, oro. Sono tantissime le persone che in questo periodo si sono rivolte ai compro oro per arrotondare il mese, tant’è che molti di questi hanno pensato ad una conversione per poter ora acquistare beni di lusso, come borse e portafogli high end. “Stanno nascendo come funghi” citano i quotidiani nazionali, ma perché sarebbe un problema? Innanzitutto la licenza, non può essere la stessa. Poi c’è l’autenticazione del bene di lusso, per i grandi retailer è pressoché obbligatorio avere degli addetti all’autenticazione, ma non è solo questione di griffe. La borsa potrebbe essere stata rubata, anche se venduta con certificato. “Sicuramente è una situazione che potrebbe nascondere rischi e reati” ha spiegato il giudice Valerio de Gioia, “Posso dire che spesso alcuni articoli usati, come le borse si comprano con grande superficialità. La vendita e l’acquisto di borse potenzialmente rubate mette a rischio anche l’acquirente perché bene che gli vada può incorrere nel reato di incauto acquisto ma nella peggiore delle ipotesi nel ben più grave reato di ricettazione che prevede una pena che va dai due agli otto anni”.
FONTE LEGGO
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