Cani liberi nei boschi, un triestino: “Rispetto reciproco, non è questione di regole ma buonsenso”

“Mi godo le passeggiate con il mio cane sempre al guinzaglio, ma ogni volta devo discutere con chi lascia il proprio libero nei sentieri”. È questo il tono della segnalazione giunta in redazione da un lettore triestino, che ha voluto condividere la propria esperienza con chi, come lui, frequenta i boschi e le aree verdi della città.
L’uomo racconta di trovarsi regolarmente in situazioni spiacevoli durante le escursioni nella natura: “Savemo tutti che no se pol tegnir i cani liberi”, scrive, sottolineando come il rispetto delle regole non sia solo una questione di sicurezza, ma anche di convivenza civile.
“Col tuo can, te pol far quel che te vol – aggiunge – basta che no te disturbi la mia libertà”. Una frase che ben sintetizza il cuore del problema: per molti padroni di cani rispettosi, non è accettabile trovarsi di fronte animali liberi che possono avvicinarsi senza controllo, creando disagi, paure o addirittura rischi.
Il richiamo è semplice e diretto: “Quando se incontra qualchedun, saria bela maniera e rispetto riciamarlo e metterlo al guinzaglio”. Un gesto minimo che eviterebbe tensioni e garantirebbe quella tranquillità che tanti cercano nei momenti di relax immersi nel verde.
Il lettore chiude con una riflessione genuina, tra ironia e invito al buonsenso: “Usémo de più la testa vera e no quella artificiale! Pensar, bisogna pensar!”. Un messaggio chiaro che non vuole dividere, ma spingere alla consapevolezza: vivere la natura è un diritto di tutti, ma solo il rispetto reciproco può renderla davvero un’esperienza serena.
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