lunedì 21 settembre 2026
Breaking
Trieste al centro dei collegamenti europei, Dal Mas: «Corridoio con Belgrado può diventare asse strategico» Trieste celebra i suoi giovani campioni della vela: Dipiazza e Lodi li ricevono in Municipio StarTech Trieste, Regione: «Amministrazione straordinaria unica strada per tutelare sito e occupazione» Autonomie locali, Roberti: “Rinnovati spazi ufficio anagrafe Ronchi Eventi: Anzil, una nuova scuola è investimento nel futuro Welfare:Riccardi, pubblico, mercato e terzo settore per nuove risposte In arrivo Sicurezza stradale, Amirante: "1,5 milioni per le traverse urbane In arrivo" Porto Vecchio, Adesso Trieste attacca Dipiazza: «Atteggiamento padronale, la città non è una sua proprietà privata» Giornata Mondiale della Vista 2026: l'UICI di Trieste offre controlli oculistici gratuiti in via Battisti Sorteggiato il girone di Qualification Round della Conference Cup: Pallanuoto Trieste nel gruppo C a Tbilisi Enti locali, Roberti: progetto sperimentale gestione traffico con AI Trieste, Lippi (Futuro Nazionale): «Quasi 300 aderenti, il cambiamento sta arrivando anche qui» Trieste Trasporti. Usb: "Mancano autisti? Carenza di personale non nasce dal nulla" A Trieste il 70° Congresso nazionale degli Ingegneri dal 22 al 25 settembre Energie rinnovabili: Rosolen, "competenze e cooperazione per il futuro" Trieste al centro dei collegamenti europei, Dal Mas: «Corridoio con Belgrado può diventare asse strategico» Trieste celebra i suoi giovani campioni della vela: Dipiazza e Lodi li ricevono in Municipio StarTech Trieste, Regione: «Amministrazione straordinaria unica strada per tutelare sito e occupazione» Autonomie locali, Roberti: “Rinnovati spazi ufficio anagrafe Ronchi Eventi: Anzil, una nuova scuola è investimento nel futuro Welfare:Riccardi, pubblico, mercato e terzo settore per nuove risposte In arrivo Sicurezza stradale, Amirante: "1,5 milioni per le traverse urbane In arrivo" Porto Vecchio, Adesso Trieste attacca Dipiazza: «Atteggiamento padronale, la città non è una sua proprietà privata» Giornata Mondiale della Vista 2026: l'UICI di Trieste offre controlli oculistici gratuiti in via Battisti Sorteggiato il girone di Qualification Round della Conference Cup: Pallanuoto Trieste nel gruppo C a Tbilisi Enti locali, Roberti: progetto sperimentale gestione traffico con AI Trieste, Lippi (Futuro Nazionale): «Quasi 300 aderenti, il cambiamento sta arrivando anche qui» Trieste Trasporti. Usb: "Mancano autisti? Carenza di personale non nasce dal nulla" A Trieste il 70° Congresso nazionale degli Ingegneri dal 22 al 25 settembre Energie rinnovabili: Rosolen, "competenze e cooperazione per il futuro"
Regione

Welfare:Riccardi, pubblico, mercato e terzo settore per nuove risposte In arrivo

redazione·
Welfare:Riccardi, pubblico, mercato e terzo settore per nuove risposte In arrivo

"Il welfare che abbiamo davanti non può essere costruito pensando che la risposta ai nuovi bisogni appartenga esclusivamente al sistema pubblico o, all'opposto, possa essere affidata al solo mercato. La sfida è costruire una terza dimensione, fondata sulla sussidiarietà, sulla cooperazione, sul Terzo settore e su una vera co-progettazione tra pubblico e privato. È questa la direzione nella quale dobbiamo continuare a muoverci e iniziative come il Bando Welfare della Fondazione Friuli rappresentano un esempio concreto di questo percorso".

Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenendo oggi a Udine alla presentazione della nona edizione del Bando Welfare 2026 della Fondazione Friuli, alla presenza del presidente della Fondazione Bruno Malattia, del direttore Luciano Nonis, di Luca Fantini per Intesa Sanpaolo, dei rappresentanti delle cooperative sociali Hattiva Lab e Il Piccolo Principe e di amministratori e operatori del territorio.

"Voglio innanzitutto ringraziare il presidente Malattia e la Fondazione Friuli - ha aggiunto Riccardi - perché hanno saputo anticipare un lavoro che oggi la Regione sta cercando di rendere sempre più strutturato. Mettere a disposizione 600mila euro per sostenere progettualità sociali significa investire nella capacità delle comunità di leggere i fenomeni, intercettare i bisogni e costruire risposte. Significa riconoscere il valore di un patrimonio di competenze che nel nostro territorio non è affatto scontato e che dobbiamo valorizzare".

La nona edizione del Bando Welfare mette a disposizione 600mila euro per progetti rivolti ai territori delle province di Udine e Pordenone. Un'iniziativa che, nelle otto edizioni dal 2018 al 2025, ha sostenuto 412 progetti con 4,6 milioni di euro di contributi, generando ricadute complessive sul territorio per quasi 20 milioni di euro. Per il 2026 sono previste sette linee d'azione dedicate, tra l'altro, alla vita indipendente, all'autonomia abitativa, all'inclusione digitale, al contrasto alla solitudine degli anziani, al sostegno ai caregiver, all'inserimento socio-lavorativo delle persone fragili, alla prevenzione del disagio e alla creazione di spazi di aggregazione per i giovani.

"Quello che sta cambiando - ha evidenziato l'esponente della Giunta regionale - è la natura stessa del bisogno. Non possiamo più leggere la trasformazione sociale soltanto attraverso gli effetti inevitabili dell'invecchiamento della popolazione. Abbiamo davanti una strutturazione dei bisogni molto più articolata: riguarda gli anziani e la non autosufficienza, ma anche gli adolescenti, le famiglie, la solitudine, la disabilità, la fragilità sociale e il rapporto sempre più complesso tra giovani e sistema scolastico. Sono fenomeni che richiedono competenze diverse e che non possono essere affrontati separatamente".

Secondo Riccardi, proprio questa trasformazione impone un'evoluzione del modello di welfare. "Il territorio e gli amministratori locali sono fondamentali perché sono i primi a intercettare ciò che accade nelle comunità - ha continuato Riccardi -. Nessun soggetto, da solo, può avere tutte le risposte. La dimensione sanitaria deve dialogare con quella sociale, così come le istituzioni devono dialogare con il mondo della cooperazione, del volontariato, delle fondazioni e del Terzo settore. È il modello dell'integrazione sociosanitaria che dobbiamo continuare a costruire".

"Non possiamo però pensare che la soluzione sia semplicemente affidare questi bisogni al mercato. Il mercato deve poter svolgere il proprio ruolo, ma la risposta ai bisogni delle persone non può essere determinata esclusivamente dalla logica dell'investimento e del rendimento. Allo stesso tempo, sarebbe un errore pensare che tutto possa essere risolto dal sistema pubblico. La domanda sociale corre e si trasforma più rapidamente della capacità dei sistemi tradizionali di adeguarsi".

Da qui, secondo l'assessore, la necessità di rafforzare una 'terza dimensione' del welfare, nella quale la cooperazione sociale e il Terzo settore possano assumere un ruolo sempre più strategico. "Il Friuli Venezia Giulia ha una storia e ci insegna, anche attraverso l'esperienza del terremoto del '76, una straordinaria cultura della sussidiarietà - ha sottolineato Riccardi -. In quei momenti abbiamo visto istituzioni, Comuni, volontariato, cooperazione, imprese e cittadini assumersi responsabilità e costruire insieme la ricostruzione, senza attendere che fosse il sistema pubblico a fornire tutte le risposte. La cultura della cooperazione (della cooperazione sociale e del volontariato) ha dimostrato di saper rispondere ai bisogni delle persone anche nei momenti di maggiore difficoltà. È un patrimonio che non possiamo disperdere: dobbiamo metterlo nelle condizioni di evolvere e applicarlo alle nuove emergenze sociali".

"Oggi abbiamo davanti una domanda sociale che il solo sistema istituzionale non può governare - ha proseguito Riccardi -. La non autosufficienza, la fragilità, il disagio giovanile, la solitudine e la trasformazione delle famiglie ci chiedono di cambiare modello. Non possiamo limitarci a finanziare prestazioni. Dobbiamo costruire capacità di risposta nelle comunità".

In questo quadro, Riccardi ha richiamato anche il significato delle esperienze sostenute negli anni dalla Fondazione Friuli. Tra queste, i progetti realizzati da Hattiva Lab di Udine e dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa, entrambi orientati alla costruzione di percorsi di inclusione lavorativa per persone con disabilità o in condizioni di fragilità.

"Le testimonianze che abbiamo ascoltato oggi dimostrano che dietro ogni progetto ci sono persone, competenze, storie e possibilità di autonomia. Il food truck di Hattiva Lab e il progetto Taste Your Job del Piccolo Principe raccontano concretamente cosa significa trasformare una risorsa in un'opportunità di inclusione e di lavoro. È questa capacità di produrre autonomia, competenze e partecipazione che dobbiamo riuscire a moltiplicare".

L'assessore ha quindi posto l'accento sul superamento di una concezione meramente prestazionale del rapporto tra pubblico e privato. "Quando parliamo di partenariato pubblico-privato non dobbiamo pensare a processi di privatizzazione. Dobbiamo pensare a un cambio di cultura: passare dall'esternalizzazione di una prestazione alla costruzione di un'alleanza attorno a un progetto. Non si tratta soltanto di acquistare un servizio, ma di condividere obiettivi, competenze e risorse per costruire risposte sostenibili nel tempo".

"Questa - ha concluso Riccardi - è una sfida culturale che riguarda l'intero Paese. La Regione Friuli Venezia Giulia sta lavorando per costruire un sistema nel quale la dimensione sanitaria, quella sociale, il Terzo settore, la cooperazione e le comunità siano parte di una stessa strategia. In questa prospettiva, la forza delle fondazioni è straordinariamente importante perché consente di sperimentare, innovare e anticipare risposte ai bisogni emergenti. Per questo rivolgo alla Fondazione Friuli e al presidente Malattia la gratitudine istituzionale e personale della Regione: il lavoro che state facendo è pienamente dentro la direzione che abbiamo scelto di percorrere". ARC/GIM/ma

Articoli correlati

Eventi: Anzil, una nuova scuola è investimento nel futuroRegione

Eventi: Anzil, una nuova scuola è investimento nel futuro

"L'apertura di una nuova scuola è per definizione un momento di investimento nel futuro della comunità. Agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie rivolgo l'augurio di vivere questo nuovo percorso con entusiasmo, curiosità e passione, p

redazione·21 set 2026·3 min