La Regione ridisegna il piano casa: programmazione annuale, più peso ai Comuni e alle Ater

Una riforma organica delle politiche abitative, attesa da quasi un decennio, per adeguare il sistema regionale ai cambiamenti economici, sociali e demografici intervenuti negli ultimi anni. È questo il messaggio condiviso dai cinque relatori di maggioranza, Alberto Budai (Lega), Igor Treleani (FdI), Edy Morandini (Fp), Michele Lobianco (FI) e Maddalena Spagnolo (Fnv), intervenuti in Aula sul disegno di legge 80, il provvedimento con cui la Regione punta a ridisegnare l'intero comparto dell'abitare in Friuli Venezia Giulia, introducendo strumenti più flessibili, una programmazione annuale e un rafforzamento del ruolo delle Ater e dei territori.
Nelle rispettive relazioni, gli esponenti della Maggioranza hanno espresso un giudizio favorevole sul testo, definendolo uno strumento moderno e flessibile, capace di sostenere famiglie e lavoratori, contrastare lo spopolamento delle aree più fragili e rafforzare l'attrattività del Friuli Venezia Giulia. Da qui l'auspicio condiviso che il disegno di legge possa ottenere il più ampio consenso possibile nel corso dell'esame in Aula.
Tra i punti del ddl più valorizzati, figura il passaggio da una programmazione triennale a una annuale delle politiche abitative, cambiamento ritenuto fondamentale per consentire alla Regione di aggiornare con maggiore tempestività priorità e risorse sulla base delle esigenze; il rafforzamento delle Ater, chiamate a svolgere un ruolo di coordinamento territoriale e di raccolta dei fabbisogni espressi dai Comuni, che vengono a loro volta riconosciuti come enti di prossimità fondamentali per individuare le emergenze e le necessità delle comunità locali; la scelta di puntare sulla rigenerazione urbana e sul recupero del patrimonio edilizio esistente, privilegiando la riqualificazione energetica e sismica degli immobili rispetto al consumo di nuovo suolo. Una strategia che, secondo i relatori, coniuga sostenibilità ambientale, qualità dell'abitare e sviluppo economico.
In tutte le esposizioni viene inoltre evidenziata l'attenzione verso le nuove forme di disagio abitativo e verso categorie che sempre più frequentemente incontrano difficoltà nell'accesso alla casa, dai giovani lavoratori alle famiglie monoreddito, passando per la cosiddetta fascia grigia (con Isee compreso tra 35mila e 46mila euro), dai lavoratori stagionali e dalle forze dell'ordine. Il ddl introduce infatti strumenti dedicati alle emergenze abitative temporanee e rafforza il coinvolgimento del terzo settore nella gestione delle situazioni di maggiore fragilità.
Secondo Budai, questo ddl "delinea un modello di sviluppo abitativo moderno, sicuro, sostenibile e profondamente ancorato ai valori del nostro territorio. Offre risposte flessibili a chi si trova in condizioni di vulnerabilità, sostiene il tessuto economico e produttivo attirando nuova forza lavoro, valorizza l'edilizia e difende fermamente il diritto di proprietà e il frutto dei sacrifici dei nostri cittadini".
Treleani ha invece sottolineato come la nuova legge "costruisce un sistema abitativo più dinamico, inclusivo e sostenibile, capace di rispondere alle sfide contemporanee e di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e delle comunità Fvg".
"Il Fvg - ha detto Morandini - si dota di una legge moderna, universale, equilibrata e responsabile che, assieme ai regolamenti di attuazione ed ai bandi che interverranno a completamento del quadro di settore, punta a rendere le procedure più aderenti alla realtà regionale mediante il perseguimento di obiettivi di efficienza, riduzione dei tempi procedurali, coinvolgimento e migliore corrispondenza tra risorse allocate e fabbisogni emersi nonché maggiore tempestività nelle scelte gestionali".
"Una legge costruita attorno a tre pilasti: il riconoscimento del diritto all'abitazione, la promozione dell'inclusione abitativa e la costruzione di un sistema capace di intercettare e rispondere ai bisogni emergenti delle comunità. Tre sfide gigantesche". Così Lobianco durante il suo intervento, osservando anche che "in questo provvedimento vi è l'energia di una Regione che non si limita a fotografare i problemi, ma sceglie di affrontarli con strumenti nuovi, flessibili e concreti; l'energia di un sistema pubblico che vuole dare risposte alle fragilità sociali, alle emergenze abitative, ai giovani, alle famiglie, ai lavoratori e a tutti coloro che incontrano difficoltà nell'accesso alla casa".
"La riforma - ha infine dichiarato Spagnolo - supera una concezione esclusivamente assistenziale della casa e la inserisce all'interno di una più ampia strategia di sviluppo regionale. La sfida principale sarà tradurre questi principi in interventi concreti, garantendo adeguate risorse finanziarie e una collaborazione efficace tra Regione, Comuni, Ater, terzo settore e operatori economici. La nuova disciplina rappresenterà un importante strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini, rafforzare l'attrattività del Fvg e rispondere in maniera più efficace alle nuove esigenze abitative della nostra comunità".
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ACON/RM-fc
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