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Politica

Trieste, nuovo incarico per Vincenzo Zoccano: «L’accessibilità non è una concessione, è un diritto»

redazione·
Trieste, nuovo incarico per Vincenzo Zoccano: «L’accessibilità non è una concessione, è un diritto»

Nuovo incarico per Vincenzo Zoccano sul fronte dei diritti delle persone con disabilità e dell'accessibilità. L’Osservatorio Permanente sulla Disabilità – OS.PER.DI. ONLUS ETS gli ha conferito formalmente l’incarico di referente per le politiche di accessibilità e mobilità urbana, accompagnato da una specifica delega operativa per la rappresentanza e il coordinamento delle attività nei due ambiti.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Zoccano, che ha accolto la nuova responsabilità rilanciando un principio che considera centrale nel proprio impegno: «L’accessibilità non è una concessione. È un diritto. E un diritto deve diventare realtà».

«Una città inaccessibile limita la libertà delle persone»

Zoccano ha ringraziato il presidente dell'Osservatorio Domenico Putignano, Francesco Alberto Comellini e l'intero Osservatorio per la fiducia ricevuta, sottolineando come il nuovo ruolo rappresenti la prosecuzione di un impegno portato avanti da anni.

Al centro della sua riflessione c'è innanzitutto un cambio di prospettiva sul tema della disabilità.

«Ho sempre sostenuto che la disabilità non debba essere affrontata esclusivamente come una questione assistenziale, ma soprattutto come una grande questione di diritti, libertà, dignità e partecipazione», afferma Zoccano.

Una posizione che porta direttamente al tema delle città e degli spazi pubblici: «Una città inaccessibile non è semplicemente una città con qualche barriera architettonica. È una città che limita la libertà delle persone, ne condiziona le scelte e, troppo spesso, ne compromette le opportunità».

Accessibilità non significa soltanto disabilità

Nelle parole di Zoccano emerge anche la volontà di allargare il concetto di accessibilità oltre una lettura esclusivamente legata alla disabilità.

Il tema interessa infatti anziani, famiglie con bambini e persone che attraversano condizioni temporanee di difficoltà, fino a diventare una questione che riguarda complessivamente il modo in cui vengono progettati e vissuti gli spazi urbani.

«Una città davvero accessibile non è una città che fa spazio a qualcuno. È una città che appartiene a tutti», sottolinea.

«Non servono soltanto nuove leggi»

Il nuovo incarico, spiega Zoccano, dovrà tradursi soprattutto in un lavoro concreto affinché norme e principi trovino applicazione nella quotidianità.

«Non servono soltanto nuove leggi. Serve dare piena attuazione a quelle che già esistono», sostiene, indicando come elementi indispensabili visione, responsabilità, competenza e volontà di intervenire sulle barriere culturali.

Proprio queste ultime vengono considerate uno degli ostacoli più difficili da superare: barriere meno visibili di quelle architettoniche, ma capaci ugualmente di limitare autonomia e partecipazione.

«Sono le città a doversi adattare alle persone»

Zoccano guarda quindi al nuovo incarico come a un'occasione per mettere esperienza e competenze al servizio di interventi capaci di produrre risultati tangibili.

Il messaggio conclusivo sintetizza la direzione che intende seguire: «Non sono le persone con disabilità a doversi adattare a città inaccessibili. Sono le città a dover diventare accessibili a tutte le persone».

Una battaglia che, nelle parole del nuovo referente dell'Osservatorio, supera il concetto stesso di barriera architettonica per investire il diritto alla mobilità, alla partecipazione e alla piena cittadinanza.

«L’accessibilità non è un privilegio per pochi», conclude Zoccano. «È una conquista di civiltà per tutti».

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