Trieste e Friuli separate? Parte la raccolta firme per la proposta di legge popolare
Ha preso ufficialmente il via il percorso che punta a portare all'attenzione della politica regionale una proposta di legge di iniziativa popolare per la costituzione di due realtà politico-amministrative denominate "Trieste e Friuli – Friuli e Trieste".
Nella mattinata di lunedì 8 giugno i componenti del Comitato promotore si sono recati nella sede della Regione Friuli Venezia Giulia in piazza Oberdan, a Trieste, per la vidimazione dei moduli necessari all'avvio della raccolta delle firme previste dalla normativa regionale vigente.
L'iniziativa rappresenta il primo passo formale di un percorso che dovrà ora confrontarsi con la raccolta di almeno 5mila sottoscrizioni, numero richiesto dalla legge per consentire la presentazione della proposta di legge regionale di iniziativa popolare.
Prima dell'accesso agli uffici regionali, i promotori hanno illustrato agli organi di informazione il significato e gli obiettivi dell'iniziativa, che punta ad aprire una riflessione sull'organizzazione amministrativa e istituzionale del territorio regionale.
Il Comitato promotore è composto da cittadini provenienti da diverse aree del Friuli Venezia Giulia, a testimonianza della volontà di coinvolgere l'intero territorio regionale nel dibattito. Tra i promotori figurano l'avvocato Luca Campanotto di Rivignano Teor, l'architetto Stefano Colussi di Cervignano del Friuli, Giorgio Marchesich di Trieste, Franco Zotti di Gorizia, Lucio Vincenzo Tonelli di Sequals, Barbara Moratti di Rivignano Teor, Fausto Brunello di Pasian di Prato, l'avvocato ed ex parlamentare Guido Germano Pettarin di Gorizia, Andrea Zilli di Mereto di Tomba e Claudio Antonio Boaro di Gonars.
L'iniziativa si inserisce nel quadro degli strumenti di partecipazione popolare previsti dall'ordinamento regionale e trova fondamento nell'articolo 27 dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia e nella normativa regionale che disciplina le proposte di legge di iniziativa popolare.
Con la vidimazione dei moduli si apre ora la fase più impegnativa del progetto: quella della raccolta delle firme necessarie per consentire alla proposta di approdare formalmente all'esame delle istituzioni regionali.
Nelle prossime settimane il Comitato promotore sarà chiamato a illustrare nel dettaglio contenuti, finalità e obiettivi della proposta, coinvolgendo cittadini, amministratori e realtà del territorio in un confronto che si preannuncia destinato ad animare il dibattito politico regionale.
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