Teatro Verdi, lavoratrici e lavoratori lanciano l’allarme: “Situazione mai così grave, servono risposte”

Il malcontento all’interno del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste è ormai esploso in maniera chiara e unanime. Nella giornata del 13 novembre 2025, presso la sala del Ridotto, si è svolta l’assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione, riuniti per affrontare una situazione che, secondo chi vive quotidianamente il teatro, ha raggiunto un livello critico senza precedenti.
Il nodo centrale è la prolungata assenza del Sovrintendente, vacanza iniziata il 22 giugno 2025 e mai risolta nonostante la proposta del Consiglio di Indirizzo del 4 agosto. Una mancata ratifica ministeriale che ha bloccato la macchina amministrativa e produttiva dell’ente, con ripercussioni dirette sulla vita professionale di oltre duecento persone.
Una crisi gestionale senza precedenti
Dalla discussione assembleare è emerso un quadro che preoccupa profondamente chi lavora nel Verdi da anni. La mancanza della figura apicale ha infatti generato:
- il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato
- incertezza totale per i contratti stagionali, alcuni in scadenza già il 31 dicembre
- la fine del mandato imminente delle figure dirigenziali chiave (direzione artistica, tecnica, personale, sicurezza)
- rischi concreti per i finanziamenti nazionali e regionali
- la possibilità di un declassamento del teatro
- una paralisi operativa che compromette la continuità della stagione e dell’attività produttiva
Secondo i lavoratori, la Fondazione si trova “ostaggio di un gioco politico” che sta rallentando decisioni già stabilite dagli organi competenti e impedendo alla struttura di funzionare correttamente.
Le decisioni dell’assemblea: unanimità e determinazione
Alla luce della situazione, i partecipanti hanno votato all’unanimità tre iniziative immediate:
- Apertura dello stato di agitazione
- Momenti pubblici di volantinaggio e assemblee per i cittadini, da svolgere davanti a Comune, Prefettura e Regione
- Richiesta di audizione in Consiglio Comunale per sindacati e lavoratori
Una mobilitazione che vuole essere ferma ma costruttiva, con l’obiettivo di riportare il Teatro Verdi al centro dell’attenzione istituzionale e pubblica.
Un appello alla città: “Il Verdi è un patrimonio di tutti”
Nel comunicato diffuso il 16 novembre 2025, le lavoratrici e i lavoratori hanno rivolto un appello diretto alla cittadinanza, chiedendo solidarietà e partecipazione. L’obiettivo è semplice: fare in modo che la voce di chi manda avanti quotidianamente il teatro non venga più ignorata.
La situazione, affermano, “incide negativamente sulla qualità delle attività del teatro e sulle vite delle persone che qui lavorano”, lasciate senza guida e senza prospettive chiare da oltre cinque mesi.
Il Teatro Verdi non è solo un luogo di spettacolo: è un simbolo culturale, storico e identitario della città e dell’intera regione. Per questo i lavoratori chiedono che l’attenzione resti alta e che la politica porti a compimento gli atti necessari per restituire stabilità e futuro alla Fondazione.
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