Sospensione Schengen Italia-Slovenia, attacca Azione Trieste: "Decisione sbagliata, persino controproducente"

"Il ripristino dei controlli agli ex-valichi con la Slovenia da parte del ministro Piantedosi e del governo è una decisione sbagliata, persino controproducente e che serve a gettare solo fumo negli occhi dei cittadini.
Il problema migranti non sta nell’intercettazione ma nella gestione: identità, riconoscimento dello status, eventuale ricollocamento o integrazione, espulsione efficace e, nello stesso tempo, gestione di tutti i problemi sociali correlati, come le ultime di cronaca a Trieste stanno a dimostrare.
Ma concentriamoci sull’intercettazione dei migranti e sul possibile ingresso di terroristi.
La penetrazione in Italia avviene sostanzialmente attraverso i valichi stradali, spesso con van, o attraverso i boschi. Basta girare un po’ tra altipiano e muggesano per toccare con mano la presenza e l’efficacia delle forze del’ordine. Controlli mirati, non solo ai confini ma in tutti i punti critici soprattutto per intercettare gli immigrati che sono passati attraverso le boscaglie carsiche.
Secondo la Segretaria Daniela Rossetti “se si rafforzano i controlli generalizzati ai valichi, è quantomeno logico dedurre che i passeur sposteranno la “clientela” nei boschi, aumentando, non diminuendo, la probabilità di avere immigrati invisibili e non controllati. Gli immigrati di fatto sono incontrollabili finché stanno nei boschi, a meno che non si voglia “sovietizzare” il confine con torrette e filo spinato (no grazie, cose purtroppo già viste e che non vogliamo più vedere soprattutto con gli amici sloveni). Di contro, file e caos per i residenti e frontalieri (torniamo alla Prepusnica?).”
Rafforzare il controllo va bene, ma lo si faccia sui reali punti di passaggio, non ripristinando i controlli agli ex-valichi.
Questo non è il governo del “fare”, ma del ““fare giusto per fare” e fare giusto per fare non solo è inutile ma spesso anche controproducente"
A riferirlo Daniela Rossetti Segretaria Azione Trieste
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