Rosato: «Il centro riformista deve riportare equilibrio nella politica italiana» (VIDEO)

La politica italiana rischia sempre più di assomigliare a uno stadio, con tifoserie contrapposte e sempre meno spazio per il confronto razionale. È una delle riflessioni proposte da Ettore Rosato durante l'intervista rilasciata a Trieste Cafe, nella quale il vicesegretario nazionale di Azione spiega quale ruolo dovrebbe avere oggi il centro riformista nello scenario politico nazionale.
La metafora dello stadio
Per descrivere il clima politico attuale, Rosato utilizza un'immagine molto efficace.
Secondo il dirigente di Azione, un tempo negli stadi esistevano non solo le curve dei tifosi più accesi, ma anche le tribune frequentate da chi amava il calcio senza sentirsi obbligato a sostenere una sola squadra.
Oggi, invece, osserva, le tribune sembrano essersi svuotate mentre il dibattito pubblico viene dominato da tifoserie che applaudono sempre il proprio schieramento, indipendentemente dai risultati ottenuti.
Il rischio della contrapposizione permanente
Rosato ritiene che questa logica finisca per impoverire la qualità della politica.
Quando ogni proposta viene giudicata soltanto in base a chi la presenta, sostiene, diventa molto più difficile affrontare concretamente i problemi del Paese.
Per il vicesegretario nazionale di Azione occorre invece recuperare la capacità di distinguere ciò che funziona da ciò che deve essere migliorato, senza pregiudizi ideologici.
Il ruolo del centro riformista
All'interno di questo scenario Rosato individua una funzione precisa per l'area riformista.
L'obiettivo, spiega, è riportare il confronto sui contenuti, sulle competenze e sulla possibilità di realizzare davvero le promesse avanzate durante le campagne elettorali.
Secondo il dirigente di Azione il centro non dovrebbe limitarsi a rappresentare una posizione intermedia tra destra e sinistra, ma diventare il luogo della concretezza amministrativa.
Programmi prima delle appartenenze
Rosato ribadisce come il giudizio sugli amministratori debba nascere dall'analisi dei risultati e dei programmi.
A suo avviso il voto non dovrebbe trasformarsi in una scelta identitaria, ma rappresentare una valutazione sulla capacità delle diverse forze politiche di risolvere i problemi dei cittadini.
Per questo motivo invita a superare la logica della contrapposizione permanente.
Recuperare fiducia nella politica
La riflessione si conclude con un appello a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Rosato ritiene che soltanto una politica meno urlata, più competente e maggiormente orientata ai risultati possa riportare gli elettori a partecipare con maggiore convinzione alla vita democratica.
Per il vicesegretario nazionale di Azione il futuro passa attraverso una politica capace di discutere di soluzioni concrete e non soltanto di slogan.
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