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Politica

Mense scuola, allarme Sindacati: «Dipendenti senza stipendio e invisibili, chiediamo sicurezza per nuovo anno scolastico»

Luca Marsi·

Riceviamo e pubblichiamo da FILCAMS CGIL FVG - FISASCAT CISL FVG - UILTuCS UIL FVG

C’è preoccupazione, sconforto e amarezza tra le lavoratrici ed i lavoratori degli appalti di ristorazione legati alla refezione scolastica ed alla ristorazione “aziendale”, settori “invisibili” nei quali però sono occupati qualche migliaia di lavoratrici (prevalentemente) e lavoratori in Friuli Venezia Giulia.

Lavoratrici con contratti part time che difficilmente superano le 20 ore settimanali e prevalentemente con contratti nei quali è prevista la sospensione nel periodo di chiusura estiva degli istituti scolastici, personale che si occupa della ristorazione nelle scuole e nelle Aziende, della preparazione dei pasti nei centri cottura dislocati su tutto il territorio regionale.

Un settore dove Cassa Integrazione Ordinaria o Straordinaria non esiste (se non nel caso delle “mense aziendali” ma unicamente nel caso in cui l’appaltante ricorra agli ammortizzatori sociali); un settore che già soffre per l’anomalia dei tre mesi di sospensione di contratto senza alcun sostegno al reddito, pur trovandosi in una situazione di disoccupazione involontaria, con conseguente penalizzazione ai fini del diritto alla pensione in violazione di sentenze della Corte Europea(*) e sul cui tema, seppur incalzato, ancora nessuna risposta esaustiva è stata fornita dai Governi che via via si sono succeduti e dall’INPS, anche in seguito a molte cause legali sul territorio nazionale vinte dalle lavoratrici attraverso le Organizzazioni Sindacali.

La preoccupazione nasce dalle incertezze legate alla modalità di ripresa dei servizi scolastici a settembre che per quel segmento di lavoratrici e lavoratori si traduce nel rischio occupazionale o riprendere ad orario ulteriormente ridotto.

Come le scuole riapriranno a settembre, se e con quali modalità sarà eventualmente erogato un servizio mensa, quali ammortizzatori sociali oggi assenti dovrebbero essere messi in campo per mantenere vivi i rapporti di lavoro, ad oggi non è dato a sapere.

Lo sconforto è figlio, anche, della scarsa attenzione che il settore suscita nell’opinione pubblica, attenzione massima e sacrosanta per come riapriranno in sicurezza per tutti le scuole a settembre ma nessuna parola sulle lavoratrici dei servizi di refezione, così come per gli appalti dei servizi di pulizia, che potrebbero non riprendere il lavoro nel silenzio di tutti.

Situazione trasversale agli appalti che intersecano tutti i settori, lavoratrici e lavoratori dei servizi, dipendenti di Imprese che offrono servizi importanti a supporto delle attività primarie ma che scontano ahinoi scarsa attenzione, per non dire nulla.

Per molte lavoratrici, inoltre, non ci sono nemmeno le anticipazioni delle competenze da parte dei Datori di lavoro perché alcune aziende, pur di grande dimensione ed in alcuni casi vere e proprie multinazionali, non si sono rese disponibili all’anticipo lasciando il personale in attesa dei pagamenti diretti da parte dell’INPS, pagamenti che ad oggi non sono arrivati, in alcuni casi.

CHIEDIAMO:

• Proroga per almeno 27 settimane complessive degli ammortizzatori sociali con causale “COVID-19”;

• La ripresa dell’anno scolastico a settembre in assoluta sicurezza per tutti, ripresa che deve prevedere il mantenimento del servizio mensa perché parte integrante dell’offerta formativa e presidio indispensabile a garantire salute e nutrimento;

• Prevedere l’accesso agli ammortizzatori sociali ordinari per i servizi di refezione aziendale senza condizionalità rispetto al committente privato;

• Una riforma degli ammortizzatori sociali per non discriminare i lavoratori in appalto e risposte strutturali per i lavoratori part time ciclici;

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