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Politica

Rifondazione contro “sgombero” di piazza Libertà: «Il problema dei migranti non si cancella così»

redazione·
Rifondazione contro “sgombero” di piazza Libertà: «Il problema dei migranti non si cancella così»

L’intervento delle forze dell’ordine dell’8 ottobre in piazza Libertà continua ad alimentare il confronto politico a Trieste. A intervenire con toni durissimi è la Federazione di Trieste del Partito della Rifondazione Comunista, che definisce quanto accaduto uno «sgombero» e punta il dito contro la gestione istituzionale del fenomeno migratorio.

La presa di posizione parte proprio dall’operazione condotta mercoledì e dal riferimento, contenuto secondo Rifondazione nel comunicato della Questura, alla volontà di «restituire l’area alla piena e sicura fruibilità della collettività».

Per il partito, però, l’intervento non affronta alla radice una situazione che a Trieste si trascina ormai da anni.

Rifondazione: «Sgombero di piazza Libertà e miseria della politica»

È già il titolo scelto dalla Federazione triestina a chiarire il tono dell’intervento: «Sgombero di piazza Libertà e miseria della politica».

Rifondazione contesta in particolare il ricorso al concetto di «decoro», che considera utilizzato in maniera variabile nel dibattito pubblico.

Il partito pone una serie di interrogativi politici, richiamando altre questioni cittadine, dalla trasformazione delle aree urbane all’abbattimento degli alberi, fino allo sfruttamento del lavoro e a quella che definisce «iperturistizzazione».

Una critica che va dunque oltre il singolo intervento di piazza Libertà e investe il modello con il quale, secondo Rifondazione, viene interpretato il concetto stesso di decoro urbano.

Il precedente degli interventi in Porto Vecchio

Nel documento viene richiamata anche la situazione del Porto Vecchio, dove negli ultimi tempi sono stati chiusi diversi edifici utilizzati come riparo.

Rifondazione riconosce le condizioni di pericolosità e insalubrità di alcuni immobili, ma contesta l’assenza, a suo giudizio, di soluzioni alternative per le persone che vi trovavano rifugio.

«Un riparo precario, ma utile, in assenza di alternative», sottolinea il partito.

È questo uno dei punti centrali della critica: intervenire sugli spazi senza contemporaneamente individuare una risposta per le persone che li utilizzano rischierebbe, secondo Rifondazione, semplicemente di spostare il problema.

«Il fenomeno delle migrazioni è strutturale»

La Federazione triestina allarga poi la propria analisi al fenomeno migratorio nel suo complesso.

«Sappiamo da anni che il fenomeno delle migrazioni è strutturale e che servirebbero reazioni all'altezza della portata epocale di quanto sta succedendo», sostiene Rifondazione Comunista.

Secondo il partito, le politiche adottate a livello nazionale e da numerose amministrazioni locali sarebbero invece caratterizzate da «ostacoli, burocrazia e respingimenti».

Nel documento vengono richiamate anche le tragedie che accompagnano le rotte migratorie, dal Mediterraneo alla penisola balcanica, con un giudizio fortemente critico sulle politiche migratorie europee e nazionali.

La rete di solidarietà continuerà a operare

Rifondazione sottolinea inoltre il ruolo svolto a Trieste dalle associazioni e dai cittadini impegnati nell’assistenza alle persone migranti.

Secondo il partito, le attività di sostegno continueranno grazie a quella che viene definita «una forte rete di solidarietà di gruppi e individui».

È invece nei confronti dell’azione istituzionale che la Federazione esprime la propria «indignazione».

Il nodo politico posto dal comunicato è quindi quello del giorno dopo: una volta liberata piazza Libertà, dove andranno le persone che fino a quel momento vi si trovavano?

«Dopo questo sgombero, cosa accadrà?»

È la domanda con cui Rifondazione porta la discussione sulle conseguenze concrete dell’intervento.

Per il partito, quanto accaduto non rappresenterebbe una soluzione al problema sociale e umanitario presente nell’area della stazione.

«Dopo questo sgombero, cosa accadrà?», domanda la Federazione triestina.

La risposta annunciata è quella di proseguire il confronto e la collaborazione con le realtà impegnate sul territorio.

«Noi come comuniste/i lavoreremo con tutte le Associazioni coinvolte e le forze autenticamente democratiche a cercare soluzioni umane e praticabili a uno scandalo non più sopportabile, che lo sgombero di ieri non risolve, anzi aggrava».

Una posizione che riporta così piazza Libertà al centro dello scontro politico cittadino, tra esigenze di sicurezza e fruibilità degli spazi pubblici, gestione dei flussi migratori, accoglienza e richiesta di soluzioni strutturali.

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