"Rendere meno incostituzionale Legge elettorale", a Trieste raccolta firme su referendum abrogativi (VIDEO)

"È iniziata anche nella nostra provincia la raccolta nazionale delle firme per indire quattro referendum abrogativi dell’attuale legge elettorale nota come “Rosatellum”. Non potendosi abrogare l’intera legge (come già stabilito dalla Corte costituzionale) si è scelto di “depurarla”, cancellandone le quattro parti che secondo i promotori sono in palese contrasto con i principi della Costituzione: 1) la norma che prevede il voto congiunto obbligatorio; 2) la norma che prevede le soglie di sbarramento; 3) la norma che esenta dalla raccolta delle firme le liste già presenti in Parlamento; 4) la norma che prevede le pluricandidature (fino a 10 per ciascun candidato). Si tratta – hanno sottolineato gli esponenti del CdC – di un complesso di norme che, insieme alle liste bloccate (gli elettori non possono esprimere alcuna preferenza per i candidati), sottraggono ai cittadini ogni possibilità di scelta dei propri rappresentanti, consegnando tutto il potere nelle mani delle segreterie dei partiti. In questo modo il voto non è più “libero e uguale”, come prescrive l’art. 48 della Costituzione. Il “Rosatellum”, votato da PD, Forza Italia e Lega, nega quindi il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti, come già accadeva con la precedente legge elettorale nota con il soprannome di “Porcellum” (legge n. 270 del 205), giustamente dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte con la sentenza n. 1 del 2014. Quella sentenza fu il frutto dell’ostinata battaglia condotta da centinaia di cittadini coordinati dall’avv. Felice Besostri (di recente scomparso), a cui si devono anche i quattro quesiti referendari. Nonostante ciò, con atto suprema arroganza, cassato il “Porcellum” è stato approvato il “Rosatellum” (dal nome dell’allora capogruppo PD alla Camera, on. Ettore Rosato), che ne riproduce gli aspetti peggiori. Da ormai un ventennio, quindi, in Italia si elegge il Parlamento in virtù di leggi che negano i principi fondamentali della Costituzione: è una delle ragioni del massiccio abbandono del voto. La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum (ne servono oltre 500 mila entro metà settembre!) è attiva: • sia con tavoli in alcune aree del centro di Trieste, • ma anche on-line, sul sito https://www.iovoglioscegliere.it pagando il costo di 1,90 euro per le quattro firme: questo perché lo Stato non ha ancora ottemperato alla legge 30 dicembre 2020, n. 178, che prevedeva l’entrata in funzione dal primo gennaio 2022 (!) di una piattaforma pubblica per raccogliere firme digitali sui referendum, e costringe quindi a ricorrere a un servizio privato. Si può firmare inoltre presso TUTTI i Comuni italiani: in quelli della provincia di Trieste, in particolare, con questi orari: • Trieste - Municipio, Ufficio delibere, largo Granatieri 1, primo piano previo appuntamento da prendere al tel. 040 6751 4024/8503 in orario Lun-Ven 9-12. • Duino Aurisina - Municipio, primo piano a sinistra, Lun-Ven 9-12. • Monrupino - Municipio, Lun-Ven 9:12; Mar. Gio. 15:30-17:30. • Muggia – URP, piazza Marconi 1 piano terra, Lun-Ven 8:30-12:30; Lun. Mer. 14:30-17:00. • Dolina-San Dorligo della Valle - Municipio, piano terra a destra, Lun. 14:30-16:39; Mer. Gio. 9-12. • Sgonico - Ufficio Elettorale, Mar. Ven. 9-12; Mer. 15:30-17. Gli esponenti del CdC hanno stigmatizzato il comportamento del Comune di Trieste che, verosimilmente unico in Italia, costringe i cittadini a chiedere un appuntamento (!) per poter esercitare un proprio diritto costituzionalmente garantito. Cosa che non avviene, come si vede, nei Comuni minori della provincia"
a RIFERIRLO I promotori
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