giovedì 24 settembre 2026
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Politica

Pulsanti antipanico, ORA! attacca la Regione: «L'ennesimo sussidio a categorie protette»

redazione·
Pulsanti antipanico, ORA! attacca la Regione: «L'ennesimo sussidio a categorie protette»

ORA! FVG contesta la scelta della Regione di prevedere un contributo per i pulsanti antipanico, definendo la misura «l'ennesimo sussidio a categorie protette» e chiedendo alla Giunta regionale di rendere pubblici l'importo complessivamente stanziato e i dati utilizzati per giustificare l'intervento.

La presa di posizione arriva da Salvatore Coppola di ORA! FVG, che chiede inoltre di sospendere la misura in attesa di una valutazione del suo impatto e di destinare eventuali risorse a interventi di sicurezza rivolti alla generalità dei lavoratori e dei cittadini.

Coppola: «Pagare un doppione non significa aumentare la sicurezza»

«L'approvazione del contributo per pulsanti antipanico approvata oggi dalla Regione è l'ennesimo sussidio a categorie protette», dichiara Coppola.

Secondo l'esponente di ORA!, la misura non rappresenterebbe la risposta più efficace al problema della sicurezza: «Finanziare con denaro pubblico un pulsante in più significa pagare un doppione, non aumentare la sicurezza».

Si tratta della valutazione politica espressa da ORA! nel comunicato, che concentra la propria critica soprattutto sulla scelta di destinare il contributo a una specifica categoria anziché adottare interventi di carattere più generale.

«Ci sono molti altri lavoratori esposti a rischi»

Coppola allarga infatti il ragionamento ad altre professioni che, secondo ORA!, possono trovarsi esposte al rischio di aggressioni durante l'attività lavorativa.

«Aggiungere un bonus a chi gode già di protezioni manda un messaggio chiaro: alcune categorie vengono ascoltate, le altre no».

Nel comunicato vengono citati diversi esempi: «Rider, autisti di autobus, lavoratori dei turni notturni, commessi dei negozi aperti fino a tardi, operatori sanitari: sono molti i lavoratori esposti a rischi di aggressione che non ricevono alcun sostegno analogo».

Da qui la richiesta di modificare l'approccio complessivo al problema.

«Se la sicurezza di chi lavora è davvero una priorità, serve una strategia generale, non un contributo su misura per una sola categoria», sostiene Coppola.

La richiesta alla Giunta regionale

ORA! rivolge quindi una richiesta precisa alla Giunta regionale, domandando innanzitutto maggiore trasparenza sulle risorse e sugli elementi alla base della misura.

«Rendete pubblici l'importo complessivo stanziato e i dati che giustificano l'intervento», afferma Coppola.

Il movimento chiede inoltre di «sospendere la misura in attesa di una valutazione seria del suo impatto» e propone che eventuali risorse vengano indirizzate verso interventi di sicurezza con una platea più ampia.

Tra gli esempi indicati da ORA! ci sono «illuminazione, presidio del territorio, trasporto pubblico notturno».

«La sicurezza non si compra un pulsante alla volta»

La posizione del movimento viene sintetizzata nella conclusione del comunicato.

«La sicurezza non si compra un pulsante alla volta e non può diventare il pretesto per l'ennesimo bonus di categoria», conclude Coppola.

ORA! porta quindi il confronto dal singolo contributo a una questione più generale: secondo il movimento, le risorse pubbliche destinate alla sicurezza dovrebbero finanziare misure capaci di interessare trasversalmente lavoratori e cittadini, anziché concentrarsi su una specifica categoria.

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