lunedì 21 settembre 2026
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Politica

Polizia di Stato, Siulp alza la voce: “Forzature politiche sui sindacati, pronti al ricorso”

Luca Marsi·
Polizia di Stato, Siulp alza la voce: “Forzature politiche sui sindacati, pronti al ricorso”

Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia (Siulp) lancia un duro atto d’accusa contro il Governo per una norma inserita nel Decreto Legge n. 200 del 31 dicembre 2025, il cosiddetto Milleproroghe, che secondo il sindacato altererebbe in modo illegittimo i criteri di rappresentatività sindacale della Polizia di Stato.

Nel mirino del Siulp c’è in particolare l’articolo 3 del provvedimento, ritenuto un intervento “a gamba tesa” su una materia che, per legge, dovrebbe essere regolata esclusivamente da accordi paritetici tra Amministrazione e organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, come previsto dal Decreto Legislativo 195/1995.

“Una violazione grave delle regole condivise”

Secondo la segreteria nazionale del Siulp, la norma introdotta dal Governo stravolge gli equilibri definiti negli accordi contrattuali già sottoscritti e recepiti nel D.P.R. 53 del 2025, forzando una disciplina transitoria che avrebbe dovuto avere un carattere limitato e tecnico.

L’effetto concreto, denuncia il sindacato, sarebbe quello di consentire il conteggio di deleghe sindacali non rilasciate secondo i criteri previsti dalla normativa, con una conseguente distorsione dei dati utilizzati per determinare rappresentanza, risorse economiche e maggioranze necessarie negli organismi paritetici, sia a livello centrale che territoriale.

Il sospetto: vantaggi a sigle vicine alla maggioranza

Il comunicato esprime anche una forte preoccupazione politica. Il Siulp ritiene che l’intervento normativo finisca per favorire alcune federazioni sindacali considerate vicine a partiti della maggioranza parlamentare, alterando l’equilibrio democratico all’interno della rappresentanza dei lavoratori della Polizia di Stato.

A rafforzare questi sospetti, secondo il sindacato, vi sarebbe anche l’anomalo ritardo nella pubblicazione dei dati ufficiali sulla rappresentatività, da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, slittamento che avrebbe consentito l’inserimento della norma nel Milleproroghe prima della diffusione dei numeri ufficiali.

“Un’ingerenza che mina la certezza del diritto”

Il Siulp parla apertamente di ingerenza politica in un ambito estraneo alle competenze del decisore politico, sottolineando come questa scelta rischi di compromettere non solo la libertà sindacale, ma anche la certezza del diritto e la correttezza delle relazioni istituzionali.

Nel comunicato si fa riferimento a una “operazione ambigua” che richiamerebbe metodi di controllo delle rappresentanze dei lavoratori definiti come “inquietanti e prerepubblicani”, in un contesto già segnato da forti tensioni tra le forze di polizia e l’esecutivo, anche a causa delle aspettative economiche e professionali rimaste insoddisfatte.

Possibile ricorso e appello al Parlamento

Il sindacato annuncia che, qualora la norma dovesse essere confermata nella legge di conversione del decreto, verranno impugnati senza indugio tutti gli atti amministrativi conseguenti, aprendo un contenzioso formale.

Parallelamente, il Siulp rivolge un appello alle forze politiche di maggioranza affinché valutino lo stralcio della disposizione durante l’iter parlamentare, chiedendo alle opposizioni di aprire un confronto rigoroso e dichiarandosi disponibile a illustrare nel dettaglio le proprie ragioni nelle sedi istituzionali competenti.

Una vicenda che, secondo il sindacato, non riguarda solo gli equilibri interni della Polizia di Stato, ma il rispetto delle regole democratiche e dell’autonomia delle rappresentanze dei lavoratori.

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