lunedì 21 settembre 2026
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Politica

Monfalcone, Cisint attacca modello produttivo: “Ricadute sociali pesanti. pianificare manodopera”

Luca Marsi·
Monfalcone, Cisint attacca modello produttivo: “Ricadute sociali pesanti. pianificare manodopera”

Si riaccende il confronto politico-istituzionale su Fincantieri e sul cantiere di Monfalcone. L’on. Anna Maria Cisint (Lega) interviene con una dichiarazione in cui sottolinea come due protocolli portati avanti dall’azienda a partire da metà dicembre abbiano confermato, secondo la sua lettura, “la piena validità” delle istanze già presentate e confluite in una mozione accolta all’unanimità dal Consiglio comunale.

Cisint cita due accordi in particolare: uno con i sindacati, finalizzato alla riduzione del ricorso al subappalto, e un secondo con la Guardia di Finanza, indicato come strumento di tutela del cantiere da “possibili illegalità e tentativi di infiltrazione criminale”.

L’interlocuzione promossa da Salvini e l’intermediazione di Fedriga
Nel testo viene ricordato anche il percorso istituzionale che avrebbe portato agli accordi. Cisint fa riferimento a un’interlocuzione promossa dal ministro Matteo Salvini, tramite l’intermediazione del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, nella quale il Comune avrebbe rappresentato all’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ragioni e richieste del territorio.

Per Cisint, i protocolli siglati sarebbero quindi “arrivati dopo” questo confronto, rappresentando un segnale concreto di attenzione alle questioni sollevate dalla città.

Il nodo sociale: “modello produttivo e ricadute sul territorio”
Il passaggio più forte dell’intervento riguarda l’analisi del modello produttivo che, secondo Cisint, starebbe alla radice delle criticità: un sistema basato sull’arrivo incontrollato di stranieri e in particolare di extracomunitari provenienti da realtà povere, con riferimento a dinamiche che, a suo dire, avrebbero mostrato “rifiuto” verso forme di integrazione sul territorio.

Cisint collega questo quadro alle situazioni che ora Fincantieri intenderebbe “arginare e regolare” attraverso gli accordi. E pur definendo i protocolli un “passo positivo”, avverte che non basta intervenire solo dentro lo stabilimento: bisogna riconoscere che l’intreccio tra scelte societarie e attività produttiva produce conseguenze impegnative che ricadono sul contesto locale.

“Serve un anello fondamentale”: valore reale per lavoro, imprese e convivenza
Nella dichiarazione, Cisint richiama la storia del cantiere e parla della necessità di restituire ai cantieri, oltre all’eccellenza delle navi realizzate, un “valore reale” per lavoro, imprese, occupazione e convivenza sociale, come sarebbe stato nei primi cento anni dell’azienda.

Il Comune vuole partecipare alle scelte: “non solo confronto”
Altro punto centrale del messaggio politico: Cisint sostiene che il Comune e il territorio non chiedano soltanto un confronto con l’azienda, ma di essere partecipe delle scelte. In questa cornice annuncia che sarebbe già stato presentato un pacchetto di proposte concrete, frutto della volontà di contribuire alla risoluzione di problemi ritenuti evidenti da tempo.

La richiesta a Fedriga: riaprire il tavolo per una nuova stagione
Cisint definisce i due accordi intervenuti come la premessa migliore per riaprire il dialogo e tornare a sedersi al tavolo, parlando esplicitamente di “nuova stagione” di relazioni interistituzionali. In questo senso annuncia l’intenzione di chiedere al presidente Fedriga di farsi interprete di questa volontà di interlocuzione, ribadendo che i problemi vanno affrontati senza miopie.

Legalità e subappalti legati ai fabbisogni di manodopera
La conclusione del testo traccia il perimetro della proposta: legalità e subappalti non sarebbero temi isolati, ma dovrebbero essere affrontati tenendo conto delle ricadute sul territorio. E, secondo Cisint, non possono essere disgiunti da una pianificazione dei fabbisogni di manodopera, con l’obiettivo dichiarato di cambiare profondamente i “guasti sociali” creati dalle modalità di presenza sinora attuate. In questo contesto, viene rilanciata anche la necessità di una rinnovata responsabilità sociale d’impresa.

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