M5S, Danielis: "Limite ai mandati, difeso l'interesse della collettività”

La Corte Costituzionale ha confermato una volta per tutte il limite dei due mandati per i presidenti delle Regioni a statuto speciale,affermando che il limite dei due mandati consecutivi è conforme ai principi della Costituzione e della democrazia, anzi, ne è una garanzia.
Va chiarito perché è una vittoria: la democrazia si basa sull'idea che il potere sia temporaneo e revocabile. Un leader che rimane in carica per decenni controlla le leve del potere, considerato che nomina alleati in posizioni chiave dell'amministrazione, della magistratura contabile e degli enti controllati, creando una rete di influenze che rende sempre più difficile un'alternanza effettiva.
Un potere di lunga durata crea l'ambiente ideale per pratiche opache. Decenni di governo consecutivi permettono di costruire reti di clientelismo e scambi di favori molto solide e difficili da scalfire e portano a confondere l'interesse della collettività con quello del leader o del suo gruppo di potere.
La democrazia non deve solo risolvere i problemi quando si manifestano, ma deve anche prevenire che si creino le condizioni per cui i problemi possano sorgere. Il limite dei mandati è un meccanismo preventivo che scatta prima che il potere si concentri in modo pericoloso, non dopo che il danno è fatto.
In questo contesto è interessante la reazione del Presidente Fedriga che auspica un accordo politico della maggioranza nazionale per arrivare e alla revisione della legge 165: costituirebbe una norma ad personam volta ad aumentare la concentrazione del potere, tipico vizio della destra.
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