Lippi (Futuro Nazionale): «Restituire Trieste ai triestini, ripartiamo dalla nostra gente»

Sicurezza, anziani, turismo, lavoro e identità. Angelo Lippi interviene sul futuro della città e mette nero su bianco la sua idea di Trieste: «Una vera comunità, fondata sulla solidarietà e sul bene comune».
«Perché non ci siano dubbi». Parte da qui il lungo intervento pubblicato da Angelo Lippi, che affida ai social una riflessione sul futuro di Trieste e sulle priorità che, secondo lui, dovrebbero tornare al centro dell’attenzione della politica cittadina.
Lippi richiama i principi della dottrina sociale della Chiesa e del comunitarismo nazionale e parla di un modello nel quale l’economia debba essere al servizio delle persone e della comunità.
Ma è soprattutto sui problemi concreti della città che si concentra il suo intervento.
Il primo riguarda gli anziani. Lippi punta l’attenzione su quella che definisce «la Trieste che non si vede nelle riviste patinate», quella di una città dove molti anziani vivono e muoiono in solitudine. Un tema che, secondo Lippi, dovrebbe rappresentare una delle priorità dell’amministrazione.
Poi c’è la sicurezza, che viene definita «non un lusso, ma il primo diritto sociale dei cittadini». Nel mirino finiscono soprattutto le periferie e le situazioni di degrado, con la richiesta di maggiore attenzione verso le fasce più fragili della popolazione.
Il nodo del turismo
Nel suo messaggio Lippi affronta anche uno dei temi più discussi a Trieste: il turismo.
La sua posizione è netta. «Rifiutiamo la monocultura turistica che precarizza il lavoro, svuota il centro storico e trasforma Trieste in un parco giochi per stranieri», scrive.
Una critica, dunque, a un modello di sviluppo basato soprattutto sulla crescita dei flussi turistici. Lippi sostiene invece la necessità di mantenere al centro i residenti, il lavoro e la vita quotidiana della città.
Alla base della sua visione c’è il rifiuto dell’«individualismo liberista» e la proposta di mettere davanti a tutto il bene comune.
«Restituire Trieste ai triestini»
Il messaggio si chiude con quella che Lippi definisce una vera e propria promessa: «Restituire Trieste ai triestini».
L’obiettivo, nelle sue parole, è ricostruire quel tessuto di mutuo soccorso e solidarietà che avrebbe caratterizzato la città in passato, insieme a un rinnovato sentimento di orgoglio nazionale.
«Ripartiamo dalla nostra gente per ritornare a essere una vera comunità», conclude Lippi.
Un intervento che mette così sul tavolo una serie di temi destinati a far discutere: dal futuro del turismo alla sicurezza, dall’invecchiamento della popolazione al lavoro, fino al rapporto tra sviluppo economico, identità e qualità della vita dei triestini.
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