“Il porto non può aspettare”: Adesso Trieste lancia l’allarme sullo stallo delle nomine

Una faida di potere tutta interna alla maggioranza di governo rischia di paralizzare una delle infrastrutture più strategiche d’Europa: il porto di Trieste. È questa la denuncia lanciata da Adesso Trieste, che punta il dito contro lo stallo sulle nomine delle Autorità portuali, causato dal braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.
Nel mirino della polemica c’è la mancata ufficializzazione di Antonio Gurrieri come Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, incarico già condiviso con la Regione e per cui Gurrieri – di fatto presidente in pectore – si è già mosso concretamente, avviando contatti operativi e chiedendo una proroga sui fondi destinati allo sviluppo dell’area logistica di Servola.
Un intervento considerato cruciale per non perdere risorse fondamentali e per rilanciare un comparto decisivo non solo per Trieste, ma per l’intero Friuli Venezia Giulia. Ma tutto è fermo. A bloccare il meccanismo non sono motivazioni tecniche, ma – come denuncia il movimento civico – una guerra di potere interna al governo nazionale che tiene bloccate le commissioni parlamentari e congela le designazioni.
Federico Monti, portavoce di Adesso Trieste, non usa mezzi termini: “È semplicemente inaccettabile che il porto di Trieste, cuore della piattaforma logistica europea, venga sacrificato sull’altare degli equilibri di partito. Questa irresponsabilità mette a rischio investimenti già programmati e danneggia l’immagine e la credibilità del nostro territorio”.
Riccardo Laterza, capogruppo in Consiglio Comunale, annuncia un’iniziativa formale: “Chiederemo al Comune di trasmettere al Governo l’urgenza di concludere la procedura di nomina. Il porto ha bisogno di una guida forte e stabile, non può sottostare a litigi e sgambetti della peggiore politica”. E aggiunge: “L’interesse pubblico non può restare ostaggio dei giochi di potere. Non c’è più tempo da perdere”.
Trieste attende risposte. E le attende ora.
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