Giù le mani dal Venezuela, domenica presidio: appello contro guerre e riarmo in piazza Hortis

“Giù le mani dal Venezuela” è il messaggio che campeggia sul manifesto che annuncia un presidio pubblico a Trieste, presentato come un’iniziativa di solidarietà al popolo venezuelano. Il tono scelto è dichiaratamente politico e fortemente critico verso gli Stati Uniti, indicati nel testo come responsabili di un presunto terrorismo imperialista ai danni del Paese sudamericano.
L’iniziativa si inserisce in una cornice più ampia di opposizione alle guerre e ai processi di riarmo, temi che vengono esplicitamente richiamati dagli organizzatori.
Luogo, data e orario dell’iniziativa
Il presidio è previsto domenica 4 gennaio 2026, con inizio alle ore 10.30, in piazza Hortis, a Trieste. La scelta di uno spazio centrale della città punta a dare visibilità pubblica all’iniziativa e al messaggio che intende veicolare.
L’orario mattutino e la formula del presidio indicano una manifestazione statica, aperta alla partecipazione di cittadini e realtà sensibili al tema.
Chi promuove la mobilitazione
A promuovere l’iniziativa è l’Assemblea permanente contro le guerre e il riarmo, soggetto che nel manifesto si presenta come riferimento organizzativo del presidio. Il nome dell’assemblea richiama una linea di continuità con altre mobilitazioni di carattere pacifista e antimilitarista, pur senza ulteriori dettagli sulle modalità di svolgimento dell’evento.
Il presidio viene quindi proposto come momento di presa di posizione pubblica, più che come semplice evento simbolico.
Un messaggio che intreccia politica internazionale e attualità
Il contenuto del manifesto lega la situazione del Venezuela a una critica più generale delle politiche internazionali statunitensi, utilizzando un linguaggio netto e privo di ambiguità. La figura politica raffigurata e lo slogan utilizzato rafforzano l’impatto visivo e comunicativo dell’iniziativa, puntando a stimolare una reazione emotiva e politica nel pubblico.
L’appuntamento triestino si inserisce così nel dibattito cittadino sui conflitti internazionali, sul riarmo e sulle responsabilità geopolitiche delle grandi potenze.
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