Fondi per la stazione di Servola, Governa (Azione): “Annunci contraddittori, serve chiarezza”

Il dibattito sui finanziamenti ministeriali destinati alla stazione di Servola si è riacceso dopo l’intervento di Arturo Governa, vicesegretario regionale e responsabile Politiche del mare di Azione Fvg. La sua presa di posizione nasce dalle affermazioni rese dall’assessore Amirante durante un incontro pubblico a Trieste, in cui aveva sostenuto che “il Commissario” avesse già ottenuto 180 milioni per il raddoppio di Servola. Un annuncio che, secondo Governa, appare strano e contraddittorio, soprattutto alla luce di quanto emerso nei giorni precedenti.
Le incongruenze con l’audizione del presidente Consalvo
A far sorgere i primi dubbi è il fatto che il neo presidente dell’Autorità portuale, Marco Consalvo, durante la sua audizione davanti alle commissioni di Camera e Senato, non avesse ancora informazioni sul presunto reperimento dei 180 milioni. Se davvero un commissario avesse già concluso l’operazione, osserva Governa, sarebbe lecito chiedersi chi fosse questo commissario: Consalvo stesso o chi lo ha preceduto. Il mancato allineamento tra le dichiarazioni pubbliche rende la questione ancor più delicata, soprattutto considerando l’importanza strategica dell’opera.
Un’altra versione, solo pochi giorni prima
Ad alimentare le perplessità è anche un’altra dichiarazione attribuita all’assessore Amirante, rilasciata alla stampa appena una settimana fa, in cui si parlava di un Ministero impegnato “per recuperare i fondi ingenti della stazione di Servola”. Una posizione ben diversa dall’annuncio del reperimento già avvenuto, e che secondo Governa aggiunge un ulteriore livello di ambiguità alla vicenda.
Il nodo delle comunicazioni istituzionali mancanti
Governa sottolinea un terzo elemento: l’assenza di qualunque conferma ufficiale da parte di Ministero, Regione o Autorità di sistema portuale. Considerato che un finanziamento da 180 milioni avrebbe una ricaduta significativa per l’intero comparto portuale e per l’economia del territorio, ci si aspetterebbe una comunicazione chiara e puntuale. La mancanza di tracce ufficiali contribuisce invece ad aumentare la sensazione di incertezza.
La richiesta di trasparenza
Nella sua analisi, Governa invita alla massima chiarezza: se i fondi sono stati davvero ottenuti, afferma, sarebbe utile e necessario darne piena contezza pubblica. Se invece la ricerca dei finanziamenti è ancora in atto, lo si dovrebbe dire con la stessa trasparenza, evitando ciò che definisce “ansia da prestazione propagandistica”. Un appello che punta a riportare il dibattito su un piano concreto, lontano da annunci non verificati e da informazioni poco coerenti.
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