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Politica

«Ferma condanna a chi aiuta clandestini inneggiando alle foibe»

Luca Marsi·

 “Aiutare i clandestini inneggiando alla tragedia delle foibe titine sui social da parte di un manipolo pro migranti che lascia sulle rotte italo-slovene cibo e viveri per i clandestini, è uno schiaffo alla storia di queste terre. L’accostamento tra l’accoglienza e l’esaltazione della tragedia delle foibe è da condannare con fermezza”. 

Lo scrive in una nota il consigliere della Lega, Antonio Calligaris, commentando “la notizia di un gruppo di pro migranti che si è vantato sulle pagine social di lasciare scatolette, biscotti e acqua lungo i sentieri del Carso per i clandestini in arrivo dalla Slovenia associando un’immagine di uno slogan in inglese scritto in rosso sulla pietra del Carso ad esaltazione dei massacri titini: fascisti tornate a casa (o in foiba) – rifugiati benvenuti”.

“Sono passati solo pochi giorni dalle tragedie che hanno scosso Francia e Austria. Dopo la decapitazione di un professore reo di aver mostrato vignette in classe a difesa della libertà di opinione, tre persone sono state sgozzate a Nizza da B. Aouissaoui, che non è certo il primo jihadista sbarcato in Italia che ha poi sferrato attacchi in altre parti del Vecchio Continente. Era già avvenuto –ricorda il rappresentante della Lega- nel 2016 con il responsabile dell’attentato dei mercatini di Natale, Anis Amri, arrivato dalla Tunisia via Lampedusa. Abu Daghnah al Albani, che a Vienna ha ucciso 4 persone ferendone 22, invece seguiva un programma di deradicalizzazione tenuto da una piccola Ong che faceva parte di una rete europea finanziata dall’Ue nel 2013 con 40 milioni di euro”. 

“Non è una novità che gli arrivi dei clandestini in Italia siano potenzialmente forieri di islamisti, anche se -conclude Calligaris- spesso si cerca di minimizzare o addirittura negare questa eventualità”.

 

 

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