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Politica

«Di Maio a Lubiana, difficile trovare aggettivi per descrivere un ministro che fa gli interessi di Stati esteri»

Luca Marsi·
«E’ difficile trovare l’aggettivo corretto per definire un ministro come Di Maio: imbarazzante, inutile, incompetente. Ma in ogni caso tutti questi termini messi assieme non riescono a descrivere il ministro pentastellato che oggi a Lubiana ha fatto si che l’Italia sia, una volta di più umiliata» afferma Francesco Clun, responsabile provinciale di CasaPound Italia. «Per mesi abbiamo aspettato una puntata di “Chi l’ha visto” nella speranza di avere sue notizie. Oggi, invece, stipula un accordo che difende unicamente gli interessi nazionali della Slovenia»
 
«Partiamo, prima di tutto, dalla riapertura dei confini. Da quando la Slovenia ha arbitrariamente impedito agli italiani di varcare il confine» prosegue Clun «tabaccai, benzinai, bar e ristoranti italiani hanno avuto finalmente una boccata d’ossigeno. E’ noto il “turismo” transfrontaliero che ogni anno porta milioni di euro, specie per carburanti e sigarette, nella vicina repubblica; ed è altrettanto noto che poco o nulla torna in Italia visto che i flussi turistici sono a senso unico» precisa Clun che prosegue dichiarando che «anziché provvedere ad aumentare ulteriormente lo sconto regionale, abbassare le accise o fornire aiuti economici a chi è costretto a lavorare con prezzi imposti, Luigi Di Maio, che da paninaro e da ministro probabilmente a Trieste non c’è mai stato, ha ben pensato di ottenere la riapertura della frontiera, facendo si che il flusso di denaro che fino ad oggi è rimasto confinato in Italia, dal 15 giugno ricomincerà a tornare all’estero»
 
«Ma non contento» attacca ancora il responsabile triestino della tartaruga frecciata «il ministro degli Esteri, ha anche fornito importanti rassicurazioni sulla restituzione dell’ex Hotel Balkan. Quali conoscenze ha della vicenda storica che coinvolge l’attuale sede della Scuoa Interpreti e Traduttori? A che titolo il ministro degli Esteri ha fornito rassicurazioni del genere? Cosa ha ottenuto in cambio l’Italia da una donazione che, nella migliore delle ipotesi, costerà ai contribuenti oltre 30 milioni di euro? E ancora, sulla base di quale maggioranza politica nel Paese continua ad assumere impegni internazionali di tale portata?» si interroga Francesco Clun.
 
«Ci chiediamo, poi, se oltre a fare gli interessi nazionali della Slovenia, il ministro Di Maio abbia discusso del problema della Rotta Balcanica che porta ogni anno migliaia di clandestini a Trieste. Ma soprattutto» prosegue ancora il responsabile provinciale di CasaPound Italia «ci chiediamo se il ministro Di Maio sappia almeno cosa sia la Rotta Balcanica. È chiaro che quello di cui ha bisogno l’Italia è un ministro degli Esteri meno supino alle richieste di Stati stranieri; che ricordi alla Slovenia il rispetto della Convenzione di Dublino sul diritto di asilo degli immigrati che transitano in uno Stato in area Schengen; che evidenzi la scorrettezza di una Nazione che continua a mettere gli agenti di polizia alla frontiera unicamente per fermare gli italiani anziché impedire a decine di clandestini di entrare illegalmente in Italia ogni giorno; che chieda formalmente spiegazioni sul perché una coppia sia stata minacciata con dei fucili puntati alla faccia anziché accettare una supercazzola come motivazione. A fronte di tutto questo» dichiara Francesco Clun «ci troviamo ad avere uno dei ministri più incapaci della storia della Repubblica italiana che prima prende ordini da Bruxelles e poi si fa buggerare dalla Slovenia come il più ingenuo degli italiani».
 
«Dopo quello che è successo» conclude Francesco Clun, responsabile provinciale di CasaPound Italia «auspichiamo che, se non tutto il Governo, quanto meno il ministro Di Maio abbia la decenza di dimettersi e di tornare a fare quello che faceva prima di fare politica. Sperando che, almeno in quello, abbia avuto successo».

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