Criminalità in aumento a Trieste, Pd critica l’uso delle telecamere e chiede un cambio di rotta

La segretaria del Partito Democratico di Trieste, Maria Luisa Paglia, lancia un allarme sulla sicurezza in città, denunciando un preoccupante aumento di episodi di criminalità: risse, pestaggi, rapine, accoltellamenti e aggressioni. La sua riflessione si concentra non solo sull’evidente escalation dei reati, ma anche sull’efficacia delle politiche adottate dall’attuale amministrazione per garantire la sicurezza.
Critiche all’uso delle telecamere
"Ci chiediamo: a cosa sono servite tutte le risorse economiche investite dalla Giunta di destra per disseminare la città di telecamere?" si domanda Paglia, evidenziando come questi strumenti, presentati come la soluzione ai problemi di sicurezza, si siano rivelati incapaci di prevenire i reati o di restituire ai cittadini un senso di sicurezza. Secondo la segretaria, le telecamere "guardano, ma non agiscono" e, paradossalmente, sotto la loro sorveglianza, la criminalità sembra essere aumentata.
Proposte alternative: educazione e coesione sociale
Paglia sottolinea l'importanza di rivedere le priorità, seguendo anche i suggerimenti del Questore Ostuni, che ha ribadito la necessità di investire in percorsi di crescita e progetti di educazione alla legalità. "Pensate se le stesse risorse, invece che su strumenti che si limitano a filmare il crimine, fossero state destinate a educare i giovani, a rafforzare le reti sociali e a promuovere il rispetto delle regole," propone la segretaria.
Una sicurezza che va costruita ogni giorno
Il Partito Democratico chiede alla Giunta comunale un cambio di rotta: "La sicurezza vera non si ottiene con una proliferazione di telecamere, ma con un lavoro quotidiano per costruire una comunità più coesa, consapevole e rispettosa delle regole."
Un appello per il futuro
La segretaria conclude con un invito all’amministrazione: "Speriamo che, almeno questa volta, la Giunta riesca a guardare oltre l’obiettivo delle telecamere."
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