Approvata la delibera di rinegoziazione prestiti concessi al Comune di Trieste, prevista l'eseguibilità immediata
Ridiscusse le scadenze di tutti e 207 mutui e prestiti in essere presso l’amministrazione comunale, un’operazione di concerto con la Cassa Depositi e Prestiti, che ha concesso la rinegoziazione della situazione debitoria complessiva del Comune, con tassi d’interesse più vantaggiosi e riconsolidamento del debito. «Questi due aspetti si inseriscono in un contesto emergenziale che ha messo a dura prova il Comune di Trieste e che può essere tenuto sotto controllo, ma bisogna creare quelle liquidità necessarie e indifferibili» così il Vicesindaco Paolo Polidori, che spiega come l’operazione vada a cogliere due opportunità: oltre a migliori tassi con l’avvallo della Cassa si andrà a prolungare le scadenze, portando i termini al 2043. «Avrà effetti positivi e agisce sulla economicità dei finanziamenti su tassi agevolati. Spalmando i rimborsi al 2043 la quota di rimborso si abbassa, il beneficio sarà speso in parte corrente e conto capitale, fondamentali per il bilancio. Gli influssi positivi degli anni prossimi saranno inferiori ma comunque importanti».
Si tratta di 5 milioni per l’anno corrente, 3 milioni 600 mila euro per l’anno 2021 e 3 milioni 200 mila euro per l’anno 2022. «Somme utili per gli equilibri dei prossimi anni» spiega il consigliere Di Maggio, «quando subiremo degli strascichi della crisi economica da coronavirus». Sono 74 milioni quelli rinegoziabili dell’intero stock, «compresi i finanziamenti concessi con contributi regionali, per i quali la regione darà il nullaosta» continua il Vicesindaco «bisogna racimolare ogni singolo euro per raggiungere il pareggio di bilancio».
La Consigliera d’opposizione Grim definisce la delibera un «buon combinato disposto di Governo e Cassa» che dà ossigeno all’amministrazione nel 2020 e negli anni a venire, nella speranza della Consigliera di «potersi rimettere in sesto e rinegoziare di nuovo, riducendo di nuovo la lunghezza dei mutui».
Paolo Menis (m5s) definisce la manovra proposta dal Vicesindaco «un’operazione di tutto vantaggio» e spiega come «il decreto Curaitalia consente questo tipo di operazione, andava fatto e si inserisce nel pacchetto di interventi che Governo e Stato stanno prevedendo seppur con qualche problema. Una diluizione del pagamento che allunghi le scadenze significa che pagheremo di più nel tempo, ma per la legge di comparazione è un vantaggio».
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