Sicurezza sotto accusa, “Se ci difendiamo finiamo indagati”: l’allarme delle forze dell’ordine (VIDEO)
Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe il tema della sicurezza ha assunto un tono particolarmente duro quando Alessio Edoardo, intervenuto come rappresentante dell’Fsp Polizia, ha denunciato una situazione che, a suo dire, rischia di compromettere l’efficacia stessa dell’azione delle forze dell’ordine. Il punto centrale è stato espresso senza giri di parole: quando un poliziotto si difende e finisce indagato, il messaggio che passa è quello di uno Stato che arretra davanti ai criminali.
“La situazione è semplice e complessa allo stesso tempo”: l’analisi dell’Fsp Polizia
Edoardo ha spiegato che il quadro attuale è il risultato di anni di quello che ha definito lassismo e giustificazionalismo. Secondo quanto detto in diretta, i delinquenti avrebbero prima percepito una sensazione di impunità e poi l’avrebbero trasformata in una certezza operativa. In questo contesto, l’insicurezza non nasce solo dalla presenza di persone violente in strada, ma dalla convinzione, sempre più diffusa, che le conseguenze siano minime o comunque gestibili.
Difendersi e finire sotto inchiesta: “il rischio diventa per chi applica la legge”
Il passaggio più critico dell’intervento di Edoardo ha riguardato i casi in cui le forze dell’ordine reagiscono per difendersi. In diretta ha sottolineato come, in queste situazioni, il rischio sembri spostarsi dal criminale a chi interviene. Quando un poliziotto, agendo per tutelare sé stesso e i cittadini, si ritrova indagato, il segnale che arriva all’esterno è, secondo Edoardo, devastante: chi delinque percepisce un arretramento dello Stato.
Sicurezza e magistratura: “se non c’è conseguenza, il lavoro diventa vano”
Edoardo ha chiarito che il problema non può essere risolto semplicemente aumentando il numero di agenti in strada. Anche con più uomini, ha spiegato, se l’intervento non si traduce in una conseguenza giuridica chiara, l’intero sistema perde efficacia. Nel suo ragionamento, la sicurezza è una catena che parte dal controllo del territorio ma si completa solo con una risposta giudiziaria coerente.
“Contro la legge si va per scelta”: il concetto di rischio certo
Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe Edoardo ha insistito su un principio che ha definito fondamentale: delinquere non è una disgrazia, ma una scelta. Proprio per questo, ha detto, il rischio a delinquere deve essere certo. Se questa certezza viene meno, cresce la sensazione di impunità e, di conseguenza, aumenta l’insicurezza percepita dai cittadini e vissuta dagli operatori sul campo.
L’effetto sulle forze dell’ordine: paura di intervenire e arretramento operativo
Secondo Edoardo, il clima che si crea quando chi si difende viene automaticamente messo sotto inchiesta ha un impatto diretto sull’operatività. Non si tratta di rinunciare al proprio lavoro, ma di trovarsi a operare con il timore costante delle conseguenze personali. Questo, nella sua analisi, porta a un arretramento progressivo, non dichiarato ma reale, che favorisce chi agisce fuori dalla legge.
Una denuncia che va oltre il singolo caso
L’intervento dell’Fsp Polizia non è stato presentato come la reazione a un episodio isolato, ma come la descrizione di un meccanismo che rischia di ripetersi. Nel racconto di Edoardo, ogni indagine avviata contro un agente che si è difeso rafforza l’idea che lo Stato sia esitante nel tutelare chi lo rappresenta. Ed è proprio questa esitazione che, secondo lui, alimenta il clima di insicurezza.
Perché questa denuncia riguarda tutta la comunità
Il messaggio lanciato in diretta non riguarda solo le forze dell’ordine, ma l’intero tessuto sociale. Se chi garantisce la sicurezza viene percepito come esposto e poco tutelato, la fiducia dei cittadini nello Stato si indebolisce. Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, la denuncia di Alessio Edoardo ha messo in luce un nodo cruciale: senza tutele chiare e conseguenze certe, la sicurezza rischia di diventare una promessa sempre più fragile.
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