Isle of MTV senza soldi pubblici, Bucci: “Si può fare, ma devi difenderti da bidoni” (VIDEO)
Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe il confronto sul turismo e sugli eventi ha assunto un tono più concreto e meno teorico, spostandosi dal futuro alle esperienze già vissute dalla città. Un passaggio che ha riportato al centro della discussione due grandi eventi del passato, rimasti impressi nella memoria collettiva: il Team Tour e l’Isle of MTV in Piazza Unità. Non come esercizio nostalgico, ma come esempio di ciò che è stato possibile fare anche senza risorse pubbliche dirette, quando visione e capacità organizzativa hanno supplito alla mancanza di fondi.
ha partecipato alla diretta di Trieste Cafe Maurizio Bucci, esperto di crociere ed ex assessore al turismo, che su questo punto ha parlato con il tono di chi conosce bene i retroscena e le difficoltà di certi percorsi, chiarendo subito che portare grandi eventi senza soldi pubblici non è un miracolo, ma nemmeno un gioco.
Assessorato senza portafoglio e creatività obbligata
Bucci ricorda che, durante i suoi mandati, l’assessorato al turismo era privo di portafoglio. Una condizione che non lasciava spazio a scorciatoie. Se si voleva portare qualcosa di grande in città, bisognava farlo attraverso sponsor e finanziamenti privati, costruendo relazioni, credibilità e un progetto convincente.
È in questo contesto che arrivano eventi come il Team Tour, ricordato anche in diretta come una manifestazione durata più giorni, capace di riempire Piazza Unità, e successivamente l’Isle of MTV, definito da Bucci come “una roba mostruosa” per dimensione e impatto. Eventi che hanno segnato una stagione e che dimostrano, secondo lui, che certe operazioni sono possibili anche senza pesare sui bilanci pubblici.
“Si può fare”, ma il prezzo non è economico
Nel suo intervento Bucci mette però subito un punto fermo. Portare eventi di quel livello senza soldi pubblici ha un costo altissimo, ma non in termini monetari. Il costo è il lavoro. Serve tempo, serve capacità di negoziazione, serve una selezione accurata degli interlocutori. E soprattutto serve esperienza.
Bucci usa parole molto dirette per descrivere il settore degli eventi e degli artisti: è un mondo complesso, pieno di soggetti che promettono molto e mantengono poco. Senza competenze specifiche, il rischio di trovarsi davanti a proposte irrealistiche o veri e propri bidoni è concreto.
La selezione come primo strumento di difesa
Uno dei messaggi più forti emersi in diretta riguarda proprio la selezione. Non tutto ciò che viene proposto è realizzabile, non tutto ciò che suona bene è sostenibile. Chi governa eventi di grande portata deve saper dire dei no, deve saper distinguere tra chi porta valore e chi porta solo parole.
Secondo Bucci, è qui che spesso si sbaglia. L’idea di “fare eventi” viene confusa con l’idea di “accettare qualsiasi evento”, mentre la vera competenza sta nel filtrare, nel proteggere la città da scelte sbagliate che possono danneggiare immagine e credibilità.
Isle of MTV come esempio di visibilità internazionale
Nel racconto di Bucci, l’Isle of MTV rappresenta un esempio emblematico. Un evento di risonanza internazionale, capace di portare Trieste sotto i riflettori senza ricorrere a finanziamenti pubblici diretti. Un risultato ottenuto grazie alla capacità di dialogare con grandi marchi, sponsor e organizzazioni, costruendo un progetto credibile.
Ma Bucci è chiaro: non è un modello replicabile automaticamente. Ogni evento di quel tipo richiede un lavoro enorme dietro le quinte, una conoscenza profonda del settore e una regia capace di tenere insieme tutti i pezzi.
Il rischio dell’improvvisazione
Il passaggio più netto dell’intervento riguarda l’improvvisazione. Bucci mette in guardia da una tentazione sempre presente: pensare che basti un’idea o un nome famoso per risolvere tutto. In realtà, senza una struttura competente, l’evento diventa un rischio.
E il rischio non è solo economico, ma reputazionale. Un evento mal gestito, una promessa non mantenuta, un’organizzazione improvvisata possono lasciare segni più profondi di un evento mai fatto.
Eventi sì, ma dentro una visione
Il ricordo di Team Tour e Isle of MTV viene quindi utilizzato per rafforzare un concetto più ampio, già emerso più volte in diretta: gli eventi devono stare dentro una strategia, non essere episodi isolati. Devono essere coerenti con l’identità della città e con un piano turistico complessivo.
Senza questa cornice, anche il grande evento rischia di restare un lampo, spettacolare ma sterile.
La lezione per il presente
Il senso dell’intervento di Bucci non è dire “torniamo al passato”, ma “impariamo dal passato”. Trieste può ambire a eventi di livello, può dialogare con grandi circuiti internazionali, ma solo se lo fa con competenza, cautela e visione.
La frase che resta, pronunciata in diretta, è quasi un avvertimento: si può fare, ma bisogna saper scegliere. E soprattutto bisogna sapersi difendere.
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