Spettacoli e rincari, in diretta il confronto: “il concerto resta un’esperienza irrinunciabile” (VIDEO)
Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe uno dei temi che ha acceso maggiormente il confronto è stato quello dei biglietti sempre più cari a fronte di concerti che continuano a registrare il tutto esaurito. Un apparente paradosso che, analizzato attraverso le voci degli ospiti in studio, restituisce una fotografia più complessa e meno scontata del rapporto tra pubblico, prezzi e spettacolo dal vivo.
Dopo il covid, la voglia di live e l’aumento generalizzato dei costi
Introdotto il tema partendo da una constatazione condivisa: dopo il periodo del covid c’è stata una vera e propria esplosione della voglia di concerti e di eventi dal vivo. Allo stesso tempo, però, si è assistito a un aumento significativo dei prezzi dei biglietti. In diretta viene sottolineato come, leggendo analisi e commenti, emerga spesso la percezione che alcune cifre siano diventate difficilmente accessibili, se non addirittura esagerate per una parte del pubblico.
Giorgi: “non è aumentato solo il biglietto, è aumentato tutto”
Nel dibattito interviene Lorenzo Giorgi, che allarga subito il campo. Secondo quanto affermato in diretta, il problema non riguarda solo il costo del biglietto del concerto: dopo il covid è aumentato tutto, senza grandi distinzioni. Trasporti, servizi, organizzazione, sicurezza, strutture. Il live, in questo contesto, non fa eccezione. Giorgi ricorda anche che i grandi artisti hanno sempre avuto prezzi elevati, già prima del covid, ma oggi l’aumento generale del costo della vita rende la spesa più percepita e più pesante, soprattutto per i più giovani.
Il paradosso che resiste: prezzi alti, ma concerti quasi sempre pieni
Eppure, nel racconto in diretta, emerge un dato che non può essere ignorato: nonostante le lamentele sui prezzi, i concerti dei grandi artisti sono quasi sempre sold out. Giorgi lo dice chiaramente: il pubblico, pur criticando, continua ad acquistare i biglietti. È un comportamento che racconta una verità scomoda ma evidente: il concerto viene vissuto come un’esperienza unica, qualcosa a cui molti non vogliono rinunciare, anche a costo di sacrificare altro.
L’idea delle formule agevolate e il tema dei giovani
Nel confronto viene anche sfiorata una possibile riflessione: così come avviene nello sport, dove spesso esistono biglietti ridotti per i più giovani, si potrebbe immaginare qualche formula che avvicini maggiormente ragazzi e famiglie. Non come soluzione definitiva, ma come spunto. Il tema resta aperto, senza proposte calate dall’alto, ma con la consapevolezza che l’accessibilità è una questione reale.
Colummi: “dietro uno spettacolo c’è molto più di quello che si vede”
Elisa Colummi porta il dibattito su un piano ancora più concreto. In diretta spiega che dietro un concerto o uno spettacolo non c’è solo l’artista sul palco. Ci sono band, tecnici audio e luci, maestranze, camion per il trasporto delle attrezzature, montaggi e smontaggi, organizzazione, affitti di stadi e palazzetti. Tutti costi che incidono pesantemente e che spesso il pubblico non percepisce fino in fondo. Nel suo intervento emerge un concetto chiaro: il biglietto non paga solo la performance, ma un’intera filiera di lavoro.
“Non si può vedere tutto”: la scelta diventa inevitabile
Colummi aggiunge anche una riflessione personale che diventa rappresentativa di molti spettatori: oggi non si può più vedere tutto. Davanti a un’offerta ricchissima e a prezzi elevati, il pubblico è costretto a scegliere. In diretta viene raccontato come spesso si finisca per rinunciare a un concerto molto costoso per privilegiare altri eventi più accessibili o più vicini ai propri gusti. Non una rinuncia alla cultura, ma una selezione obbligata.
Ricky e il peso della sicurezza nei costi finali
Nel dibattito entra anche il punto di vista di Ricky, che richiama ancora una volta il tema della sicurezza. Secondo quanto detto in diretta, oggi la sicurezza rappresenta una delle voci di spesa più pesanti per chi organizza eventi. Controlli, steward, piani di emergenza e responsabilità fanno lievitare i costi e spiegano, almeno in parte, perché i biglietti siano aumentati. È un elemento che ha cambiato profondamente il mercato e che incide direttamente sul prezzo finale pagato dal pubblico.
Il concerto come esperienza, non come semplice consumo
Mettendo insieme le voci della diretta, emerge una chiave di lettura condivisa: il concerto non viene più percepito come un semplice consumo, ma come un’esperienza. Ed è proprio questa dimensione esperienziale a spiegare perché, nonostante i rincari, molti eventi continuino a riempirsi. Il pubblico si lamenta, discute, confronta i prezzi, ma alla fine sceglie di esserci.
Una fotografia senza sconti del presente
Il dibattito non offre soluzioni facili né slogan. Racconta piuttosto una realtà fatta di costi crescenti, scelte obbligate e sale piene. Un equilibrio fragile, ma reale, che oggi definisce il mondo dei concerti e degli spettacoli dal vivo, anche a Trieste e nel suo territorio.
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