Sant’Anna torna a splendere: restaurate le tombe monumentali sotto il colonnato storico del cimitero

Il cimitero monumentale di Sant’Anna continua il suo percorso di recupero e valorizzazione artistica, confermandosi sempre più uno dei luoghi storici e culturali più affascinanti della città. Nella giornata di oggi sono stati ufficialmente presentati gli interventi di restauro che hanno interessato tre tombe monumentali collocate sotto il celebre colonnato ottocentesco del camposanto triestino: la tomba Reisden, la tomba Acquaroli e la tomba Dutilh.
A illustrare l’opera è stata l’assessore comunale alle Politiche dei Servizi Generali Sandra Savino, presente sul posto insieme ai tecnici del Comune di Trieste, ai rappresentanti della ditta Giem S.r.l. e ad AcegasApsAmga.
L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di recupero conservativo e manutenzione del patrimonio storico-artistico custodito all’interno del cimitero di Sant’Anna, definito dalla stessa assessore come un “vero museo a cielo aperto oltre che luogo di pace”.
Il colonnato monumentale del cimitero rappresenta infatti uno dei più importanti esempi di architettura neoclassica presenti a Trieste. Risalente alla prima metà dell’Ottocento, è composto da 61 campate scandite da colonne doriche in pietra arenaria, archi a sesto ribassato e volte a crociera in laterizio intonacato.
Ogni campata custodisce una tomba monumentale di famiglia di classe “A”, spesso impreziosita da statue, elementi scultorei, recinzioni in ferro e monumenti funebri di alto valore artistico e storico.
Delle 61 tombe presenti, dodici risultano di competenza diretta del Comune di Trieste e proprio tra queste figurano le tre appena restaurate grazie a un progetto autorizzato e seguito dalla Soprintendenza.
Il restauro ha richiesto un lavoro estremamente delicato, realizzato con tecniche conservative specifiche e sotto la supervisione dei funzionari della Soprintendenza.
Per la tomba Reisden si è intervenuti attraverso una complessa operazione di pulitura del marmo e della pietra di Aurisina, con rimozione delle ossidazioni profonde e consolidamento delle superfici in arenaria deteriorate dal tempo.
Sulla tomba Acquaroli il lavoro si è concentrato sulla pulitura degli apparati marmorei, delle decorazioni e delle ghirlande scolpite, oltre al consolidamento delle aree più fragili e alle stuccature conservative.
Particolarmente scenografico e complesso il recupero della tomba Dutilh, dove gli specialisti hanno rimosso uno spesso strato di pittura sintetica azzurrina che per anni aveva nascosto la vera natura del monumento. Dopo la pulitura sono riemersi i diversi marmi originali che compongono l’opera: marmo bianco, travertino, marmo grigio venato e inserti in marmo nero.
Anche gli elementi metallici delle tombe sono stati oggetto di un accurato restauro conservativo, eseguito seguendo i principi del “minimo intervento”, della reversibilità e della compatibilità dei materiali utilizzati con le strutture originali.
L’intervento complessivo ha avuto un valore di 40mila euro, interamente finanziato attraverso contributi regionali.
Sandra Savino ha sottolineato come questo progetto rappresenti la prosecuzione di un lavoro iniziato molti anni fa per recuperare e valorizzare il patrimonio storico custodito a Sant’Anna, ricordando anche la pubblicazione del volume dedicato alle opere artistiche presenti nel cimitero.
Il recupero delle tombe monumentali non rappresenta soltanto un intervento tecnico o conservativo, ma anche un’operazione culturale e identitaria che restituisce alla città un pezzo importante della propria memoria storica, artistica e architettonica.
Passeggiare oggi sotto il colonnato di Sant’Anna significa infatti attraversare un luogo che custodisce non solo tombe e monumenti, ma anche secoli di storia triestina, famiglie illustri, arte funeraria e testimonianze scolpite nel marmo che raccontano il passato della città.
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