Dall'Impero all'Italia: la metamorfosi di Piazza Unità raccontata in una visita guidata

Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 17, nell'ambito degli eventi collaterali alla mostra “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie” allestita presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich, si terrà una visita guidata gratuita condotta dalla curatrice Claudia Colecchia. Le fotografie dedicate a Piazza Unità d’Italia e ai suoi edifici non sono soltanto documenti visivi, ma vere e proprie rappresentazioni simboliche: una scenografia che, nel corso del tempo, racconta la trasformazione urbana, sociale e politica della città. La piazza emerge così come spazio plurale, in cui la dimensione pubblica e quella privata, la grande storia e la vita quotidiana, si intrecciano continuamente
Le vedute più antiche restituiscono l’immagine di una piazza brulicante di vita: esercizi commerciali, caffè, ambulanti, tram affollati e alberghi animano lo spazio urbano, mentre sullo sfondo i velieri ricordano il ruolo centrale di Trieste come porto dell’Impero. Nel 1915 la piazza cambia nome, venendo dedicata all’imperatore Francesco Giuseppe, in un momento storico segnato dal conflitto e dal tentativo di rafforzare l’identità asburgica. Con la fine della Prima guerra mondiale, lo spazio assume la denominazione di Piazza Unità e muta radicalmente il proprio assetto: la rimozione del giardino e lo spostamento del tram lungo le Rive segnano il passaggio da luogo di socialità popolare a spazio più regolato, funzionale a nuove esigenze di mobilità e rappresentanza. Nel 1938, in occasione della visita di Benito Mussolini, la piazza viene ulteriormente trasformata: la fontana dei Quattro Continenti è rimossa per convertire l’area in un vero e proprio palcoscenico politico. Le fotografie documentano anche l’impatto della guerra sulla vita quotidiana: il portico del Palazzo municipale diventa rifugio antiaereo, testimonianza concreta di una città sotto pressione. Nel novembre del 1953 la piazza è teatro di tragici scontri che provocano morti e feriti; pochi mesi dopo, nell’ottobre del 1954, le immagini restituiscono l’entusiasmo collettivo per il ritorno di Trieste all’Italia. Accanto a questi grandi eventi, le fotografie raccontano anche la piazza come scenario degli affetti: luogo privilegiato in cui l’intimità del vivere quotidiano si deposita nello spazio urbano.
Emblematica, in questo senso, è l’immagine scattata da Ugo Borsatti nel 1952, che ritrae la fidanzata – futura moglie – Bruna Iaculin in una piazza resa lucida dalla pioggia: uno sguardo personale incastonato in uno spazio pubblico, a testimonianza del legame quotidiano e affettivo con il cuore della città. Le immagini esposte documentano il fluire della folla, le cerimonie ufficiali, la vita quotidiana, le giornate segnate dalla bora. Piazza Unità d’Italia non è solo uno spazio urbano, ma il cuore pulsante della città: custode di memoria, testimone dei cambiamenti e specchio della vita quotidiana triestina. La mostra rimarrà aperta fino al 6 aprile 2026, con i seguenti orari: da mercoledì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00 (lunedì e martedì chiuso). Ingresso libero. In occasione della visita guidata, la mostra sarà straordinariamente aperta fino alle ore 18.30.
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