martedì 14 luglio 2026
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Pordenone, dalla “Manchester d’Italia” alla Capitale della Cultura: Bruna Braidotti la racconta al Teatro Miela

Luca Marsi·
Pordenone, dalla “Manchester d’Italia” alla Capitale della Cultura: Bruna Braidotti la racconta al Teatro Miela

Domani sera, martedì 10 marzo alle 20.30, il Teatro Miela di Trieste ospita “Racconti di una città industriale”, lo spettacolo scritto e interpretato da Bruna Braidotti, con l’accompagnamento alla fisarmonica di Nicola Milan e la consulenza storica dell’architetto Giulio Ferretti.

Protagonista assoluta è Pordenone, la città che nel dopoguerra divenne simbolo del boom economico del Nord-Est, tanto da meritarsi l’appellativo di «Manchester d’Italia». Lo spettacolo ripercorre la sua parabola industriale: dagli antichi opifici settecenteschi mossi dall’acqua del Noncello, ai cotonifici ottocenteschi, fino al colosso metalmeccanico Zanussi – poi Electrolux – guidato dall’imprenditore Lino Zanussi, tragicamente scomparso nel 1968. Da lì si snoda il racconto dei decenni successivi: lotte operaie, passaggi manageriali, acquisizioni, indebitamenti e complesse dinamiche finanziarie e politiche che trasformarono il gigante in un «colosso d’argilla».

Bruna Braidotti, udinese di nascita ma pordenonese d’adozione, intreccia storia economica e vicende territoriali con uno sguardo ironico e affettuoso. Non manca il riferimento alle antiche rivalità campanilistiche tra le due sponde del Tagliamento – ex province di Udine e Pordenone – oggi superate ma non del tutto scomparse. Celebre, in tal senso, la battuta che circolò all’indomani dell’autonomia provinciale e dell’introduzione della targa PN: «Poveri Noi».

L’autrice riflette anche sul presente: Pordenone, insignita del titolo di Capitale italiana della Cultura 2027, rappresenta oggi un riconoscimento nazionale per la sua capacità di fare della cultura un motore di sviluppo e rinnovamento. «Se il racconto accenna con leggerezza alle rivalità tra Friuli occidentale e orientale – spiega Braidotti – sarà interessante osservare come reagirà il pubblico triestino, generalmente estraneo a queste dinamiche. Potrebbe essere un’occasione per guardare con occhi nuovi una realtà regionale, economica e culturale, di cui forse non tutti conoscono a fondo il percorso industriale e la recente, sorprendente vitalità che l’ha promossa a Capitale della Cultura 2027».

Lo spettacolo, tra narrazione, ironia e musica dal vivo, offre dunque un viaggio coinvolgente nella storia di una città che, partendo da un “DNA fluviale” di operosità e fluidità evocato con humour dall’autrice, ha saputo reinventarsi più volte, dal passato manifatturiero al presente culturale. Un appuntamento da non perdere per chi vuole scoprire – o riscoprire – le radici e le trasformazioni di uno dei territori più dinamici del Friuli Venezia Giulia.

Biglietti disponibili sul circuito Vivaticket e presso il Teatro Miela.

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