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Omaggio a Victor de Sabata, martedì al museo Schmidl appuntamento in parole e musica

Luca Marsi·

Il 10 aprile del 1892 nasceva a Trieste Victor de Sabata. Il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” festeggia questo compleanno con un appuntamento in parole e musica, in programma martedì 10 aprile 2018 alle ore 17.30 presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4).

Introdotte da Stefano Bianchi, Conservatore dello “Schmidl”, ne saranno protagoniste Marina Silvestri e Liliana Ulessi.

L’avventura umana e artistica del direttore d’orchestra e compositore triestino è stata raccontata dodici anni or sono da Liliana Ulessi, nella forma di un’intervista impossibile, in uno sceneggiato radiofonico prodotto dalla Sede Regionale della RAI per il Friuli Venezia Giulia, per la regia di Marisandra Calacione. Quell’intervista impossibile, sospesa tra sogno e realtà, nella quale Omero Antonutti dava voce a Victor de Sabata e Mariella Terragni a quella della sua intervistatrice, viene riproposta in un volumetto di recente pubblicazione per i tipi delle Edizioni Il Murice. Sul filo di un’amabile conversazione tra una giovane dottoressa e una sorta di genio del compact disc evocato da una memorabile «Tosca» (con Maria Callas, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, l’Orchestra della Scala…), il racconto sognato di de Sabata scorre velocemente sullo specchio della memoria: «nella mia vita ho amato tutto ciò che esprime bellezza… l’arte, la natura, la grazia delle donne… E il mare, il mare della mia città…». E ci restituisce in presa diretta la lezione di un Maestro del podio entrato di diritto nel tempio del mito.

Diplomatosi nel 1910 al Conservatorio di Milano, nel 1918 Victor de Sabata divenne primo direttore dell’Opera di Montecarlo. Da allora la sua strepitosa carriera lo portò alla guida della Cincinnati Symphony Orchestra e quindi a dirigere alla Scala di Milano, all’Opera di Roma, al Festival di Bayreuth, al Maggio Musicale Fiorentino, alle Staatsoper di Berlino e di Vienna, al Festival di Edimburgo ed a Londra. Diresse inoltre le orchestre dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma, del Concertgebouw di Amsterdam, delle Filarmoniche di Berlino, Vienna, Londra, Chicago, New York, Filadelfia e Boston. Sovrintendente artistico alla Scala dal 1953 al 1957 (anno del ritiro dall’attività), Victor de Sabata ha lasciato la sua straordinaria impronta interpretativa in un repertorio comprendente, tra l’altro, Verdi, Puccini, Gluck, Debussy, Ravel e Wagner (decisive, nella storia della direzione d’orchestra, le sue interpretazione del Tristano e Isotta).

Nel corso della serata verrà ricordato come, nel dicembre del 1999, la figlia Eliana De Sabata abbia donato alcuni cimeli del padre al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, facendo così ritornare nella città natale del grande direttore d’orchestra e compositore triestino (al quale è intitolato il Ridotto del Teatro Verdi) alcune preziose testimonianze di un capitolo fondamentale non solo della storia musicale e culturale di Trieste, ma della storia dell’interpretazione del Novecento.

L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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