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Cronaca

“Zona azzurra e zona blu”: come funzionano i controlli e i varchi del carnevale a Muggia (VIDEO)

Luca Marsi·
“Zona azzurra e zona blu”: come funzionano i controlli e i varchi del carnevale a Muggia (VIDEO)

Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, il vicesindaco di Muggia Nicola Delconte ha illustrato nel dettaglio il sistema delle cosiddette “zona azzurra” e “zona blu”, chiarendo come funzioneranno i controlli, i varchi e la gestione degli accessi durante le serate del carnevale. Un intervento tecnico, puntuale, pensato per spiegare nel concreto come verranno governati i flussi di persone nel centro storico.

Zona azzurra e zona blu: due livelli di controllo distinti
Delconte spiega che il sistema è strutturato su due aree con funzioni diverse. La zona azzurra rappresenta una cintura più ampia attorno al centro storico, che non può essere completamente chiusa ma che viene comunque presidiata. La zona blu, invece, è l’area più interna, quella dove si concentrano le serate musicali e dove il controllo diventa definitivo. La distinzione, come viene chiarito in diretta, serve a evitare che tutto il peso dei controlli ricada su un unico punto.

Il primo filtro ad Alto Adriatico
Chi arriva a Muggia con autobus o a piedi incontra un primo filtro già in una fase iniziale del percorso. Delconte cita esplicitamente l’area di Alto Adriatico come punto di controllo preliminare, dove da anni vengono effettuate verifiche insieme alle forze dell’ordine. Qui avvengono controlli che fanno parte della gestione ordinaria degli eventi, compresi quelli legati alla sicurezza generale.

Il secondo controllo e il QR code “smarcato”
Proseguendo verso il centro, si arriva al secondo livello di controllo, quello che Delconte definisce come decisivo. In questo punto il QR code viene verificato e “smarcato definitivamente”. È qui che si entra nella zona blu, l’area a capienza contingentata. Il vicesindaco chiarisce un passaggio fondamentale: una volta usciti dalla zona blu, non è possibile rientrare, perché il QR code non risulta più valido per un nuovo accesso.

“Se esci non rientri”: una regola per evitare movimenti incontrollati
Questa regola viene presentata come uno strumento di gestione dei flussi. Limitare le entrate e le uscite continue consente di mantenere sotto controllo il numero reale di persone presenti e di evitare rientri incontrollati nelle ore più delicate. Delconte sottolinea che non si tratta di una misura punitiva, ma di una necessità organizzativa per garantire che il piano di sicurezza resti efficace.

La funzione della zona azzurra come area di attenzione
La zona azzurra, pur non essendo chiusa, non viene lasciata senza presidi. Delconte spiega che in quest’area saranno presenti steward e forze dell’ordine, con un’attenzione particolare ai punti di passaggio e alle zone di confine con l’area centrale. L’obiettivo è intercettare eventuali criticità prima che arrivino nel cuore della festa.

Una gestione pensata per il centro storico
Nel suo intervento, Delconte ribadisce più volte che Muggia è un centro storico con spazi limitati e caratteristiche precise. Il sistema delle due zone nasce proprio da questa consapevolezza: non potendo chiudere l’intera città, si è scelto di creare un modello a cerchi concentrici, capace di graduare i controlli e di distribuire le forze in modo più efficace.

Il collegamento con la sicurezza complessiva
Il vicesindaco collega la suddivisione delle aree al tema più ampio della sicurezza. Contingentare le presenze nella zona blu significa poter garantire un rapporto più adeguato tra persone presenti e forze in campo, rendendo gestibili anche eventuali situazioni di emergenza. La zona azzurra, in questo schema, diventa un’area di filtro e prevenzione.

Un sistema definito “nuovo e sperimentale”
Delconte non nasconde che il modello sia sperimentale. In diretta parla di un sistema nuovo, che verrà testato sul campo e che potrà essere migliorato nel tempo. La scelta, come viene spiegato, nasce dalla necessità di fare un passo in avanti nella gestione degli eventi serali, dopo le criticità registrate negli anni precedenti.

L’obiettivo dichiarato: tenere aperto il carnevale
Il messaggio finale del vicesindaco è chiaro: il sistema delle zone non nasce per limitare il divertimento, ma per evitare di arrivare alla chiusura delle serate a causa di problemi di sicurezza. Gestire i flussi, controllare gli accessi e presidiare le aree sensibili viene presentato come l’unico modo per garantire continuità al carnevale e permettere a tutti di viverlo in modo più ordinato.

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