Vice-Ministro Rixi rassicura Trieste: "Nessuna perdita di autonomia, il Punto Franco va rafforzato"

La riforma della governance portuale punta a rendere il sistema italiano più competitivo senza togliere autonomia agli scali. È questo il messaggio lanciato dal vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto in Sala Rossa della Torre del Lloyd prima dell'incontro con il cluster marittimo-portuale dedicato proprio alla riforma dei porti.
Nel corso del punto stampa, Rixi ha affrontato i principali temi al centro del dibattito nazionale, soffermandosi in particolare sul futuro del Porto di Trieste, sul Punto Franco, sugli investimenti infrastrutturali e sulle preoccupazioni espresse negli ultimi giorni dalle istituzioni locali.
"La riforma serve a far crescere il sistema Italia"
Il vice ministro ha ribadito che la riforma non nasce con l'obiettivo di centralizzare il potere o limitare le competenze delle Autorità portuali.
Secondo Rixi, lo scopo è dotare il Paese di strumenti capaci di programmare gli investimenti nel lungo periodo, dare maggiore certezza al mercato e attrarre anche capitali privati.
L'obiettivo dichiarato è quello di rilanciare la marittimità italiana e trasformare l'Italia in un autentico Paese marittimo, capace di competere con i principali sistemi logistici europei.
Le preoccupazioni su Trieste: "Sono state superate"
Rispondendo alle domande sulla mozione bipartisan approvata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che manifestava preoccupazioni per una possibile perdita di autonomia gestionale del Porto di Trieste e per il futuro del Punto Franco, Rixi ha affermato che le principali criticità sono state superate attraverso le modifiche introdotte nel disegno di legge.
Ha inoltre ricordato che il testo ha ottenuto il via libera della Conferenza delle Regioni, delle Province e dei Comuni, evidenziando come anche amministrazioni appartenenti a maggioranze politiche differenti abbiano espresso un giudizio favorevole.
Approvazione entro la fine del 2026
Sul calendario parlamentare, il vice ministro ha indicato come obiettivo l'approvazione del provvedimento alla Camera nel mese di settembre, con il successivo passaggio al Senato entro la fine dell'anno.
Secondo Rixi, completare rapidamente l'iter legislativo consentirà di avviare una nuova fase di programmazione degli investimenti portuali.
"Meno burocrazia e più opere realizzate"
Uno dei punti centrali dell'intervento ha riguardato la semplificazione amministrativa.
Rixi ha spiegato che la nuova organizzazione consentirà procedure più snelle, soprattutto per interventi come i dragaggi e le autorizzazioni, evitando i lunghi rallentamenti che oggi, a suo giudizio, fanno perdere risorse e provocano ritardi nella realizzazione delle opere.
Ha ricordato come, in diversi casi, opere già finanziate abbiano subito lunghi stop, costringendo lo Stato a reperire nuove risorse per completare gli stessi interventi.
Investimenti coordinati con Ferrovie e Anas
Il vice ministro ha sottolineato la necessità di coordinare la pianificazione delle Autorità portuali, di Ferrovie dello Stato e di Anas.
Secondo Rixi, oggi accade spesso che vengano completate le banchine senza collegamenti ferroviari oppure che i binari arrivino prima delle infrastrutture portuali.
Una programmazione nazionale condivisa dovrebbe evitare queste situazioni e rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse pubbliche.
"Trieste è un porto unico nel Mediterraneo"
Ampio spazio è stato dedicato proprio al Porto di Trieste, definito dal vice ministro un'infrastruttura con caratteristiche uniche.
Rixi ha evidenziato la straordinaria capacità ferroviaria dello scalo e la sua posizione strategica verso il Centro ed Est Europa, ricordando che Trieste rappresenta l'unico porto mediterraneo con questo livello di connessione ferroviaria.
Per questo motivo ha affermato di vedere grandi prospettive di crescita per lo scalo giuliano.
Punto Franco: "Bisogna investire e valutare un ampliamento"
Uno dei passaggi più significativi della conferenza stampa ha riguardato il Punto Franco di Trieste.
Secondo il vice ministro sarà necessario continuare a investire su questo strumento e valutare, nell'ambito della riforma, anche possibili forme di ampliamento dell'area franca.
Rixi ha ribadito che Trieste occupa un ruolo di primo piano nel sistema logistico nazionale e che le sue peculiarità devono essere valorizzate, non ridimensionate.
La sfida non è Rotterdam, ma i porti davanti all'Adriatico
Parlando della concorrenza internazionale, Rixi ha spiegato di non considerare Rotterdam il principale concorrente del Porto di Trieste.
A suo giudizio il rischio maggiore arriva dagli scali che si affacciano sull'altra sponda dell'Adriatico e del Mediterraneo, sempre più competitivi nell'attrazione dei traffici.
Per questo motivo ha ribadito la necessità di accelerare sugli investimenti e sulla capacità del sistema italiano di presentarsi come un'unica grande rete portuale.
Più presenza italiana anche nei porti esteri
Il vice ministro ha inoltre illustrato la visione strategica della futura società nazionale, che potrebbe investire anche in porti situati fuori dall'Unione Europea per attrarre nuovi traffici verso gli scali italiani.
Secondo Rixi, altri grandi Paesi marittimi stanno già seguendo questa strada e l'Italia non può permettersi di restare indietro se vuole mantenere un ruolo centrale nel Mediterraneo.
Ha infine concluso ribadendo che la nuova governance punta a rafforzare l'intero sistema portuale nazionale, valorizzando le diverse specificità territoriali e riconoscendo a Trieste un ruolo strategico e insostituibile per lo sviluppo logistico dell'Italia e dell'Europa centrale.
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