giovedì 8 ottobre 2026
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Cronaca

Via Stock, semaforo con sorpresa: spunta un anfibio “single” e Trieste sorride

Luca Marsi·
Via Stock, semaforo con sorpresa: spunta un anfibio “single” e Trieste sorride

Giovedì 8 gennaio 2026, una mattina limpida a Trieste. Il traffico scorre regolare, la città è già sveglia e via Stock segue il suo ritmo quotidiano. Tutto normale, finché lo sguardo non sale di qualche centimetro più del solito.

Lì, sopra il semaforo, compare un dettaglio che rompe ogni schema: un anfibio nero, rigorosamente “single”, appoggiato con disinvoltura come se fosse sempre stato lì.

Uno stivale, nessuna spiegazione

Non ci sono cartelli, messaggi o rivendicazioni. Solo uno stivale. Uno solo. Nessun gemello nei paraggi. E proprio questo lo rende irresistibile. Perché a Trieste il morbin non ha bisogno di urlare, basta che si faccia notare.

C’è chi rallenta, chi ride, chi si chiede come sia arrivato fin lassù. E poi c’è chi fa quello che ogni triestino farebbe: scatta una foto e va avanti, con un mezzo sorriso.

Il semaforo diventa passerella

In pochi attimi il semaforo smette di essere solo rosso, giallo e verde. Diventa una piccola installazione urbana, una scena surreale che trasforma una mattina qualunque in qualcosa da raccontare.

Lo stivale osserva la strada dall’alto, immobile, come un silenzioso commento sul traffico, sulla fretta, o forse su niente. E va bene così.

Il morbin che spunta dove meno te lo aspetti

Non è una protesta, non è un’opera d’arte dichiarata. È semplicemente Trieste che fa Trieste. Quel modo tutto suo di infilare ironia e leggerezza anche negli angoli più banali della città.

Perché qui, anche un anfibio solitario può diventare notizia. E per qualche minuto, ricordarci che basta poco per sorridere.

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