Università di Trieste: sviluppato un test rapido per monitorare lo stato di salute dei polmoni

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste ha sviluppato un test diagnostico innovativo, rapido ed economico, per analizzare lo stato di salute dei polmoni e supportare la diagnosi e il monitoraggio delle malattie respiratorie croniche.
La tecnologia, basata sulla risonanza magnetica nucleare a basso campo (LF-NMR), consente di esaminare in pochi minuti un campione di espettorato, fornendo informazioni preziose sulle proprietà fisiche e chimiche del muco. Si tratta di un metodo non invasivo e di facile utilizzo, potenzialmente rivoluzionario per la gestione di patologie come fibrosi cistica, broncopatia cronico ostruttiva (BPCO) e asma.
“L’idea – spiega Mario Grassi, professore ordinario di Principi di ingegneria chimica presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura – nasce da una riflessione interdisciplinare. La risonanza magnetica a basso campo, già impiegata nel controllo qualità in ambito alimentare, si è dimostrata una tecnologia economica, portatile e facilmente integrabile nella pratica clinica”.
La dottoressa Michela Abrami, coautrice della ricerca, sottolinea che il test “è rapido, ripetibile, non invasivo, non richiede personale altamente specializzato e può essere effettuato anche durante una semplice visita ambulatoriale”.
Il sistema valuta il comportamento degli atomi di idrogeno dell’acqua contenuta nel muco, traducendo i segnali in parametri clinici come viscosità, elasticità e contenuto solido, strettamente correlati allo stato di salute dei polmoni.
A sottolineare il valore clinico della scoperta, il professor Gabriele Grassi, ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica, aggiunge: “Questo metodo rappresenta un passo avanti concreto nel monitoraggio delle malattie respiratorie. Stiamo sviluppando anche un software dedicato, SOFT NMR, che renderà ancora più immediata l’interpretazione dei risultati e il supporto ai medici nella scelta delle terapie”.
Il progetto, realizzato in collaborazione con l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, l’Ospedale di Cattinara, l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e l’Erasmus Medical Center di Rotterdam, coinvolge anche PROTOS, centro di ricerca triestino attivo nel settore dei biopolimeri e della diagnostica in vitro.
Finanziato con fondi PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) e dal bando della Regione Friuli Venezia Giulia per la validazione di idee e tecnologie innovative, lo studio conferma la vitalità e l’eccellenza della ricerca triestina nel panorama scientifico internazionale.
Un risultato che porta Trieste, ancora una volta, al centro dell’innovazione scientifica e della medicina del futuro.
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