Ue, Cisint (Lega): "Pesca, fondo dedicato da 7 miliardi ed introduzione acquacoltura estensiva"

“Subito un fondo dedicato con una dotazione adeguata di almeno 7 miliardi di euro e specifiche misure di sostegno ed accompagnamento per una transizione sostenibile della pesca e dell’acquacoltura”. Lo afferma Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, annunciato di aver presentato un pacchetto di emendamenti in qualità di relatore ombra sulla proposta di regolamento per la politica comune della pesca, nel quadro del futuro Fondo di partenariato nazionale e regionale (2028-2034). “Oltre ad un fondo dedicato, gli emendamenti condivisi con le associazioni di categoria prevedono aiuti alla transizione energetica, puntando all’ammodernamento della flotta esistente d’imbarcazioni e alla sicurezza dei lavoratori, con costi ed investimenti sostenibili per le piccole imprese. Inoltre, chiediamo misure di emergenza a sostegno del reddito dei pescatori in caso di fermo forzato, crisi eccezionali o blocchi temporanei indipendenti dalla volontà degli operatori”, aggiunge Cisint. “La piccola pesca è il cuore pulsante delle comunità costiere italiane ed europee, non possiamo chiedere a un pescatore artigiano di affrontare da solo gli elevati costi energetici, senza offrirgli adeguato supporto - prosegue l’eurodeputata - Un emendamento specifico introduce, altresì, il principio di stabilità nelle risorse dei fondi regionali. Le dotazioni finanziarie, assegnate a ciascuna regione per il periodo 2028-2034, non potranno essere inferiori a quelle precedentemente stanziate, salvo accordo esplicito e motivato della regione stessa. I territori con forte tradizione di pesca non possono subire decurtazioni di risorse imposte dall’alto. La regionalizzazione deve essere autentica, non uno slogan”.
“L’acquacoltura tradizionale italiana, dalle valli da pesca del Friuli Venezia Giulia e del Veneto alle lagune della costa adriatica, non è solo produzione alimentare, è anche presidio ambientale. L’Europa deve riconoscerlo e remunerarlo – osserva Cisint - Per questo, per la prima volta, ho chiesto di introdurre il concetto di ‘acquacoltura estensiva’, includendo molluschicoltura in acque aperte, vallicoltura tradizionale e piscicoltura lagunare e altre forme integrate nell’ecosistema. Per questi settori prevediamo un sostegno specifico, sulla base degli ettari destinati all’attività. Viene inoltre riconosciuto il contributo dell’acquacoltura estensiva alla cattura e allo stoccaggio del carbonio (carboniocoltura), aprendo la strada a pagamenti per ettaro per gli operatori che documentino e mantengano funzioni di stoccaggio nei loro impianti”. “Infine, ho inserito la predazione del cormorano tra le cause di perdite riconosciute per attivare misure d’emergenza, qualora determini un tasso di sopravvivenza del novellame seminato inferiore al 60%”, aggiunge l’eurodeputata del Carroccio.
“In conclusione, la pesca non può essere diluita in un fondo generico con altri settori, perdendo visibilità politica e risorse certe. Vogliamo un capitolo autonomo, vincolato, che preservi l’integrità della Politica comune della pesca e garantisca agli operatori certezza di programmazione per i prossimi 7 anni. Con questi emendamenti voglio mandare un segnale chiaro: la pesca italiana ed europea non è un settore residuale da accompagnare all’estinzione, ma una risorsa strategica da tutelare e valorizzare”, conclude Cisint, spiegando il contenuto del pacchetto di emendamenti
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