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Cronaca

Trieste, aggressioni nei pronto soccorso, sanitari sotto pressione: “Situazione sempre più critica” (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, aggressioni nei pronto soccorso, sanitari sotto pressione: “Situazione sempre più critica” (VIDEO)

Il pronto soccorso rappresenta uno dei contesti più delicati quando si parla di aggressioni contro il personale sanitario. Durante la trasmissione condotta da Luca Marsi, il membro del Consiglio nazionale della Società italiana infermieri di emergenza Manuel Cleva ha spiegato che proprio nei reparti di emergenza si registrano alcuni dei casi più frequenti.

Secondo Cleva, il pronto soccorso è spesso il primo reparto con cui i cittadini entrano in contatto quando arrivano in ospedale, una sorta di “biglietto da visita” della struttura sanitaria. Proprio per questo motivo è anche uno dei luoghi dove si accumulano tensioni, attese e situazioni emotivamente complesse.

Attese e pressione sul personale sanitario

Il grande afflusso di pazienti, soprattutto nelle ore serali o nei fine settimana, può generare momenti di forte pressione. Gli operatori sanitari si trovano spesso a dover gestire contemporaneamente numerosi casi, cercando di dare priorità alle situazioni più urgenti.

Cleva ha spiegato che i cittadini giustamente chiedono assistenza e una risposta rapida, ma non sempre considerano le condizioni in cui il personale sanitario sta lavorando.

In molti casi, ha sottolineato, gli operatori si trovano a sopperire a carenze di organico, cercando comunque di garantire assistenza a tutti.

Aggressioni che colpiscono anche le strutture

Oltre alle aggressioni fisiche o verbali contro gli operatori, possono verificarsi anche danni alle strutture sanitarie.

Durante la trasmissione è stato ricordato un episodio avvenuto nei mesi precedenti, quando una collega del triage del pronto soccorso è stata aggredita, con conseguenze anche per gli spazi della struttura.

Secondo Cleva, si tratta di episodi che non colpiscono soltanto gli operatori ma anche il sistema sanitario nel suo complesso.

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