Triestina colta da crisi epilettica, uomo la accusa di aggredirlo e la donna cade dalle scale
Al giorno d'oggi sono ancora molte le realtà di cui non si ha piena conoscenza, sia per una inadeguata informazione generale, sia per mancato contatto diretto con le stesse. Una di queste è l'epilessia, una condizione clinica neurologica caratterizzata da ricorrenti crisi epilettiche, ossia scariche improvvise di gruppi di neuroni nella parte grigia dell'encefalo che contraggono tra loro sinapsi reciproche.
Tali crisi possono avere breve durata oppure prolungarsi per lunghi periodi, ed essere diverse a seconda della zona del cervello intaccata e dell'età del paziente. Le conseguenti fasi post critiche possono però essere controllate da appositi farmaci nel 70% dei casi.
È indubbio che questa condizione sia altamente penalizzante per le persone che ne sono vittime, avendo su di esse un importante impatto psico-sociale ed essere una delle cause di isolamento, stigmatizzazione e stato di disabilità anche grave che costringono i soggetti ad una vita molto difficile e in constante pericolo.
Grave è stato anche il caso di cronaca accaduto ieri a Trieste ad una paziente epilettica che fortunatamente ha riportato solo dei lividi e una lunga degenza, ma che, in circostanze diverse, avrebbe anche potuto rimanere paralizzata o avere conseguenze peggiori.
La signora stava aspettando la visita da parte di un addetto del tribunale per ricevere della documentazione che la riguardava, e si era raccomandata che la persona fosse accompagnata da un medico del servizio sanitario, figura che però non si è presentata nella visita domiciliare.
A raccontare l'accaduto è un amico della donna che si trovava nel suo appartamento per effettuare una riparazione nel bagno.
"Ho sentito distintamente che la signora avvertiva l'addetto di una sua imminente crisi, la quale è avvenuta subito e non ha dato il tempo alla signora di ricorrere ai suoi medicinali. Così lei si è aggrappata al braccio dell'uomo che, urlando, le ha inveito contro accusandola di volerlo aggredire", spiega, "continuava ad urlare che lei era pericolosa ed è uscito nel pianerottolo trascinandosela dietro, per poi divincolarsi e correre giù per le scale. La signora è quindi caduta e ha fatto un volo per la rampa molto brusco, nel pieno della sua crisi d'epilessia".
L'addetto del tribunale ha interrotto la sua corsa solo quando si è sentito minacciato di denuncia per omissione di soccorso, ed è stato capace soltanto di chiamare le forze dell'ordine, mentre l'ambulanza è stata chiamata da una vicina di casa allarmata dal trambusto.
"È estremamente grave che una figura professionale e competente nel proprio lavoro non sia a conoscenza di queste realtà e non sappia cosa fare nel caso in cui si verifichino situazioni d'emergenza come questa. E non si tratta solamente del settore lavorativo inconsapevole di tali realtà, ma anche della cittadinanza stessa, che non viene messa al corrente delle gravi conseguenze che possono derivare da questa condizione clinica", racconta ancora il nostro testimone, "bisogna dare un segnale e sensibilizzare gli organi competenti affinché l'epilessia sia un argomento discusso anche nei corsi di primo soccorso in tutti gli ambienti di lavoro, perché è essenziale e può rivelarsi indispensabile esserne a conoscenza".
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