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Cronaca

Trieste si specchia nella pioggia, corteo di Fiat 500 d’epoca in Costiera: scatto che ferma tempo

Luca Marsi·
Trieste si specchia nella pioggia, corteo di Fiat 500 d’epoca in Costiera: scatto che ferma tempo

È una di quelle mattine che sembrano normali, finché qualcosa le rende indimenticabili. Domenica, intorno alle 9.30, lungo la strada Costiera di Trieste, la pioggia inizia a cadere con costanza sottile, abbastanza da lucidare l’asfalto e trasformarlo in uno specchio liquido. Le curve si allungano nei riflessi, le linee bianche sembrano scivolare verso il mare invisibile oltre la scogliera.

È lì che davanti a Bart Palmisano compare una scena che non si vede tutti i giorni: un piccolo corteo di Fiat 500 d’epoca, sagome tonde, compatte, colorate, che avanzano ordinate sfidando l’acqua e il tempo.

Le 500, piccole leggende contro il tempo e l’acqua

Non sono semplici automobili. Sono frammenti di storia su quattro ruote, simboli popolari, ricordi di generazioni. Sotto la pioggia diventano quasi figure cinematografiche: carrozzerie lucide, ruote che sollevano veli d’acqua, fanali che si specchiano nell’asfalto scuro.

La Costiera, con la roccia che incombe da un lato e la strada che si apre verso la città dall’altro, diventa un set naturale. Il corteo sembra muoversi dentro una cartolina viva, sospesa tra nostalgia e presente.

Superarle, fermarsi, scegliere di rischiare per uno scatto

Bart le supera. Potrebbe continuare, come fanno tutti. Ma qualcosa lo trattiene. Capisce che quell’attimo non tornerà. Si ferma. Decide di interrompere la normalità del rientro.

La fotografia, a volte, è questo: un gesto improvviso, una decisione istintiva, la volontà di fermare ciò che fugge. Scatta quasi d’istinto. Con un dettaglio che rende tutto ancora più speciale: da tempo non portava più con sé la macchina fotografica. Eppure quella mattina sì.

Meno di un secondo. E il rischio diventa ricordo.

La prima foto del 2026 che racconta Trieste

Quello scatto non è solo bello. È simbolico. È la prima fotografia del 2026 per Bart, ed è un’immagine che racconta Trieste senza bisogno di parole: la Costiera, la pioggia, la strada lucida, il movimento, la malinconia leggera che diventa bellezza.

Passato e presente si incrociano nello stesso fotogramma. Le 500 che resistono al tempo. La pioggia che disegna luce. La città che scorre sullo sfondo invisibile ma presente.

A volte non serve un grande evento. Basta trovarsi nel posto giusto, nel momento giusto, con lo sguardo pronto. E Trieste, quando vuole, regala attimi che sembrano fatti apposta per essere fermati per sempre.

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