Trieste, sangue sulle scale e una ferita alla testa: la morte di Nicola Granieri scuote il rione San Luigi

La scientifica è entrata in azione in via Maclig 16, nel rione di San Luigi, dove nelle scorse ore è stato rinvenuto il corpo senza vita di Nicola Granieri, 73 anni, trovato riverso nel sangue nel soggiorno del suo appartamento. Una ferita alla testa e una scena che appare tutt’altro che compatibile con una morte naturale spingono gli investigatori a considerare sempre più concreta l’ipotesi dell’omicidio.
Il cadavere è stato scoperto da un conoscente dell’uomo, che secondo quanto emerso sarebbe stato in possesso delle chiavi di casa. Un dettaglio che, insieme allo stato dell’appartamento e agli elementi rilevati sul posto, alimenta i sospetti degli inquirenti, ora al lavoro per ricostruire le ultime ore di vita del 73enne.
Il passato dell’uomo e le piste investigative
Granieri era noto nell’ambiente di chi scambia oro e gioielli, pur non risultando titolare di un’attività commerciale. Non si esclude che potesse custodire in casa beni di valore, circostanza che potrebbe aver attirato attenzioni indesiderate. Nove anni fa era stato accusato di usura, ma in seguito assolto. Un passato che ora viene attentamente passato al setaccio dagli investigatori, pur senza trascurare alcuna ipotesi.
Chi lo conosceva, però, lo descrive come una persona tranquilla, ben inserita nel contesto del palazzo, senza particolari attriti con il vicinato. Un uomo definito attivo, cordiale, che negli ultimi anni non avrebbe mai dato problemi.
Le macchie di sangue e il clima di paura
Granieri abitava al piano ammezzato, ma lungo le scale del palazzo, fino al terzo piano, sono state trovate numerose macchie di sangue. Spetterà ora ai rilievi stabilire se siano direttamente collegate alla morte dell’uomo o se appartengano a momenti successivi o precedenti al decesso.
L’edificio, una casa Ater, in passato era conosciuto come un luogo problematico, tanto da essere soprannominato da alcuni residenti come un vero e proprio “supermercato della droga”. Negli ultimi anni la situazione sembrava essersi stabilizzata, ma quanto accaduto ha riacceso timori e inquietudini tra chi vive nella zona. C’è chi ammette di avere paura anche solo a uscire di casa.
La figlia in lacrime e gli interrogatori
Nella giornata di ieri la polizia ha ascoltato diverse persone, tra cui alcuni vicini di casa, nel tentativo di ricostruire relazioni, abitudini e movimenti della vittima. In via Maclig si è vista anche la figlia di Granieri, arrivata sul posto visibilmente scossa e in lacrime.
Le indagini proseguono senza sosta. Ogni dettaglio viene ora analizzato per fare luce su una morte che ha scosso profondamente il rione di San Luigi e riportato al centro dell’attenzione un’area già segnata da un passato difficile. A riferirlo il Tg3 fvg
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