Trieste, Rovinelli: «Non esistono periodi morti, c'è sempre un evento» (VIDEO)

Trieste non sarebbe una città capace di vivere soltanto durante i grandissimi appuntamenti, dalla Barcolana al Natale. Secondo Vincenzo Rovinelli, il calendario cittadino presenta infatti iniziative con grande continuità e parlare di lunghi periodi "morti" non rappresenterebbe correttamente ciò che accade durante l'anno.
L'imprenditore ne ha parlato durante la diretta di Trieste Cafe dedicata proprio al ritorno dell'autunno e alla stagione degli eventi.
«C'è sempre qualcosa da fare a Trieste»
Alla domanda di Luca Marsi sul perché, accanto ai periodi di grandissimo afflusso, vi siano momenti nei quali sembra che la città prema il tasto pausa, Rovinelli ha contestato la premessa.
«Non credo che ci siano dei tasti che uno prema pausa».
Ha quindi ricordato una serie di appuntamenti in programma o appena conclusi, citando Fish Very Good in piazza Monterosso, il raduno degli ingegneri, il Gran Galà in piazza Unità e Trieste Next.
«C'è sempre qualcosa da fare a Trieste. Quindi c'è sempre iniziativa».
Barcolana e Natale portano grandi numeri
Naturalmente esistono manifestazioni capaci di produrre un impatto molto più evidente.
«Barcolana ovviamente porta numeri importanti», ha osservato Rovinelli, accostando a questo periodo anche quello natalizio.
Nel suo intervento sono stati ricordati inoltre Cioccolatiamo nel mese di novembre e altri appuntamenti autunnali.
Il quadro delineato dall'imprenditore è quindi quello di una città con manifestazioni distribuite in diversi periodi dell'anno, anche se non tutte possono raggiungere la stessa dimensione e la stessa capacità di richiamo.
L'eccezione di agosto
Rovinelli ha individuato però un momento nel quale l'offerta si riduce sensibilmente.
«Non vedo periodi morti, a parte il periodo di agosto che c'è pochissimo e nulla».
Già settembre, secondo quanto osservato durante la trasmissione, avrebbe invece riportato numerosi appuntamenti.
La sfida per Trieste sembra dunque essere quella di continuare a costruire una programmazione capace di mantenere viva la città tra un grande evento e l'altro, senza misurare l'intera offerta esclusivamente sulla base dei numeri eccezionali raggiunti dagli appuntamenti più conosciuti.
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