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Cronaca

Trieste razzista? Schiavone non ha dubbi: “Sì, c’è stato un netto peggioramento negli ultimi anni” (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste razzista? Schiavone non ha dubbi: “Sì, c’è stato un netto peggioramento negli ultimi anni” (VIDEO)

La domanda è stata diretta e la risposta altrettanto netta. Nel corso della trasmissione “Un capo in B con...” condotta da Luca Marsi dal Citybar Tergesteo, il presidente dell’ICS Gianfranco Schiavone è stato interrogato su uno dei temi più delicati e divisivi del dibattito pubblico cittadino: se Trieste possa essere considerata una città razzista.

La risposta di Schiavone è arrivata senza esitazioni. Secondo il presidente dell’ICS, infatti, Trieste presenta oggi elementi che consentono di parlare di una città nella quale il problema del razzismo esiste e si è rafforzato nel corso degli ultimi anni. Una valutazione che lo stesso Schiavone ha però accompagnato da una precisazione importante: non si tratta di una caratteristica che coinvolge indistintamente tutta la popolazione cittadina.

“Non tutta la città, ma il problema c’è”

Nel suo intervento Schiavone ha spiegato che il fenomeno non riguarda l’intera comunità triestina. La sua analisi non punta il dito contro tutti i cittadini né descrive Trieste come una realtà omogeneamente ostile.

Tuttavia, secondo quanto affermato durante la trasmissione, negli ultimi anni si sarebbe registrato un netto peggioramento del clima sociale.

Per il presidente dell’ICS sarebbe cresciuto un sentimento caratterizzato da rancore, ostilità e ricerca di contrapposizioni. Un fenomeno che, a suo giudizio, non può essere ignorato e che merita una riflessione approfondita.

La crescita del rancore sociale

Uno degli aspetti maggiormente evidenziati da Schiavone riguarda proprio il tema del rancore.

Secondo la sua lettura, negli ultimi anni si sarebbe progressivamente consolidata una tendenza a individuare nemici e bersagli all’interno del dibattito pubblico.

Nel corso dell’intervista ha sostenuto che questa dinamica non rappresenta una peculiarità esclusivamente triestina ma che si inserisce all’interno di processi più ampi osservabili anche in altre parti d’Europa.

Ciò che lo preoccupa maggiormente è il fatto che questi atteggiamenti abbiano trovato spazio crescente anche nella realtà locale.

Un fenomeno che va oltre Trieste

Pur parlando specificamente della città, Schiavone ha infatti collegato il tema a trasformazioni sociali e culturali che interessano numerosi Paesi europei.

Secondo la sua analisi, il progressivo irrigidimento del dibattito pubblico, la ricerca di capri espiatori e la diffusione di atteggiamenti di chiusura rappresentano fenomeni che si osservano ben oltre i confini cittadini.

Trieste, tuttavia, non sarebbe rimasta immune da questi cambiamenti.

Per il presidente dell’ICS, anche nel capoluogo giuliano si sarebbe assistito a un progressivo deterioramento del clima sociale e della capacità di affrontare i problemi attraverso il confronto e il dialogo.

La convivenza come sfida principale

Nel corso dell’intervista Schiavone ha più volte richiamato il valore della convivenza e dell’integrazione come strumenti per contrastare tali fenomeni.

Secondo il presidente dell’associazione, la risposta alle tensioni non può essere rappresentata dall’isolamento o dalla contrapposizione permanente, ma dalla costruzione di relazioni tra persone e comunità differenti.

Per questo motivo ha ribadito l’importanza di percorsi che favoriscano l’incontro tra cittadini e nuovi arrivati, sottolineando come la conoscenza reciproca rappresenti uno dei principali antidoti contro pregiudizi e diffidenze.

Un tema destinato a far discutere

Le dichiarazioni di Schiavone sono destinate ad alimentare ulteriormente il confronto pubblico su una questione che da anni divide l’opinione pubblica cittadina.

La definizione di Trieste come città segnata da un peggioramento del clima sociale rappresenta infatti una valutazione forte, che si inserisce in un dibattito molto più ampio sul rapporto tra immigrazione, sicurezza, integrazione e identità locale.

Nel suo intervento, tuttavia, il presidente dell’ICS ha insistito soprattutto sulla necessità di riconoscere l’esistenza del problema per poterlo affrontare.

Secondo la sua analisi, soltanto attraverso una riflessione collettiva e una maggiore capacità di dialogo sarà possibile rafforzare la coesione sociale e migliorare il clima della città.

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