Trieste, nuovi comandanti dei Carabinieri, Comandante: «Preservare bellezza di città e provincia» (VIDEO)

Nuovi comandanti, avvicendamenti nelle stazioni e giovani marescialli che affiancano allo studio l’esperienza sul campo. Il Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste ha presentato nella mattinata di lunedì 19 ottobre i militari chiamati a ricoprire nuovi incarichi sul territorio, dalla Compagnia di via Hermet al Nucleo Investigativo, dalla Tenenza di Muggia alle stazioni di Basovizza e Scorcola.
A illustrarne ruoli e responsabilità è stato il comandante provinciale Greco, che ha collegato la presentazione a un obiettivo preciso: rendere riconoscibili le persone che ogni giorno rappresentano l’Arma e dare concretezza alla vicinanza alla popolazione.
«Non diciamo soltanto che un nome e un cognome è andato in una determinata località», ha spiegato. Presentare i nuovi responsabili significa anche mostrare i volti di chi assume un incarico e diventa un riferimento per i cittadini.
Di Stefano alla Compagnia di via Hermet, Ruggiero al Nucleo Investigativo
Il capitano Matteo Di Stefano ha assunto il comando della Compagnia di Trieste di via Hermet. Nel presentarlo, Greco ha ricordato una conoscenza professionale che risale agli anni dell’Accademia, quando il nuovo comandante era stato suo allievo.
Alla guida del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo arriva invece il tenente Emanuele Ruggiero, che subentra al tenente colonnello Fabio Gentilini e si occuperà delle attività investigative.
Alla presentazione ha partecipato anche il tenente Davide Carano, nuovo comandante del Nucleo CITES dei Carabinieri Forestali. Greco ha precisato che la componente di specialità non dipende dal Comando provinciale, sottolineando comunque l’importanza della sua presenza e delle attività di contrasto agli illeciti riguardanti specie rare e protette.
Il comandante ha inoltre richiamato la particolarità del Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale dotata di un proprio Corpo forestale, nella quale operano anche le articolazioni specialistiche dell’Arma.
Gli avvicendamenti tra Muggia, Basovizza, Scorcola e Radiomobile
La riorganizzazione interessa anche quattro ispettori già in servizio nel territorio provinciale.
Il luogotenente carica speciale Nicola Ciarella Leone, già comandante della Stazione di Basovizza, ha assunto il comando della Tenenza di Muggia. Greco ha spiegato che la guida di una tenenza è ordinariamente affidata a un ufficiale, ma può essere attribuita a un luogotenente quando non vi sia la disponibilità di un ufficiale, valorizzando così l’esperienza maturata negli anni di servizio.
Il luogotenente Marco Mazzotta, già comandante della Tenenza di Muggia, passa al comando della Sezione Radiomobile della Compagnia di Trieste di via Hermet, la componente impegnata nel pronto intervento.
Il luogotenente Francesco Di Maio, proveniente dal comando della Stazione di Trieste-Scorcola, assume la guida della Stazione di Basovizza.
A Scorcola il nuovo comandante è il maresciallo Matteo Izzo, che ricopriva già l’incarico di vicecomandante della stessa stazione.
La rotazione dopo dieci anni: esperienza e uno sguardo nuovo
Gli avvicendamenti degli ispettori si inseriscono nelle indicazioni del Comando Generale, che prevedono per i comandanti di stazione un periodo massimo di permanenza di dieci anni, con l’obiettivo di favorire lo scambio delle esperienze professionali.
Greco ha sottolineato che questi movimenti consentono di trasferire competenze da un territorio all’altro e, allo stesso tempo, di osservare le diverse realtà con una sensibilità nuova.
Le dinamiche di una zona non sono necessariamente quelle di un’altra: chi arriva porta con sé l’esperienza del precedente incarico e può cogliere aspetti che la consuetudine rischia di far considerare meno rilevanti.
«Chi arriva magari ha una sensibilità diversa maturata nella precedente esperienza», ha osservato il comandante, spiegando come questo possa offrire nuovi strumenti per affrontare le situazioni del territorio.
Due giovani marescialli in formazione a Muggia e Guardiella
Alla conferenza stampa erano presenti anche Sara Curti e Matteo Crescendo, marescialli allievi che stanno frequentando il corso alla Scuola Marescialli di Firenze.
Curti è stata assegnata alla Tenenza di Muggia, mentre Crescendo svolgerà il proprio periodo formativo alla Stazione di Trieste-Guardiella.
Per entrambi si tratta di un’esperienza di training on the job: il percorso di studi prosegue alternandosi al tirocinio pratico nei reparti territoriali, con la possibilità di applicare quanto appreso e conoscere direttamente il lavoro che li attende.
Greco: «Dopo un mese e dieci giorni, città e provincia bellissime»
La presentazione è stata anche l’occasione per un primo bilancio del comandante provinciale sulla realtà triestina.
Greco ha chiarito che la sua attenzione riguarda l’intero territorio provinciale: concentrarsi soltanto sul capoluogo sarebbe, ha spiegato, un errore rispetto alle responsabilità dell’incarico.
«Avrei definito la città e la provincia di Trieste belle. Dopo un mese e dieci giorni mi sento di definirle bellissime», ha dichiarato.
Da questa valutazione discende l’impegno a preservarne le qualità e, dove possibile, a migliorarle anche sotto il profilo della sicurezza. Un concetto che, per il comandante, comprende sia i risultati concreti sia la percezione dei cittadini e le loro aspettative.
La domanda da porsi, ha sottolineato, è «cosa si aspetta da noi la cittadinanza e cosa possiamo dare noi in risposta a questa aspettativa?».
La risposta passa dalla presenza e dalla vicinanza, anche quando non è possibile essere fisicamente sul posto. «Qualcuno che risponde ci deve essere sempre», ha affermato Greco, indicando nell’ascolto e nella disponibilità una parte essenziale del rapporto con la popolazione.
Il comandante ha infine anticipato una prossima iniziativa di collaborazione e prevenzione con altre istituzioni del territorio, i cui dettagli saranno comunicati successivamente.
nuovi incarichi da via Hermet a Muggia, Basovizza e Scorcola: i Carabinieri presentano i comandanti. Greco: «Qualcuno che risponde ci deve essere sempre».
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