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Cronaca

Trieste, la scuola Marco Polo vola in Europa: docenti in Svezia con Erasmus+

Luca Marsi·
Trieste, la scuola Marco Polo vola in Europa: docenti in Svezia con Erasmus+

Dalle aule di Trieste alle scuole svedesi per osservare da vicino nuovi modelli di insegnamento, inclusione e organizzazione. L’Istituto Comprensivo “Marco Polo” di Trieste ha vissuto nell’anno scolastico 2025/26 il suo primo progetto Erasmus+, aprendo una nuova fase nel percorso di internazionalizzazione della scuola.

La dirigente scolastica Monica De Carolis, la direttrice dei Servizi Generali e Amministrativi Marianda Petracca e sette docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado hanno trascorso una settimana in Svezia attraverso un’esperienza di job shadowing, visitando istituti scolastici nelle città di Uppsala, Malmö, Göteborg e Jönköping.

Il progetto, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ KA121-SCH, è stato reso possibile dall’Accreditamento Erasmus ottenuto dall’istituto nel 2025 e ha previsto complessivamente 18 mobilità, tra esperienze di affiancamento professionale e corsi di formazione in diversi Paesi europei.

Una settimana dentro le scuole svedesi

Il job shadowing è un vero e proprio apprendimento attraverso l’affiancamento. I docenti non partecipano alle attività come studenti, ma seguono direttamente i colleghi stranieri nella loro quotidianità professionale, dalla gestione delle classi alla programmazione fino ai momenti di confronto.

La delegazione triestina ha potuto così osservare dall’interno il funzionamento delle scuole svedesi, riportando a Trieste soprattutto tre grandi spunti: inclusione, autonomia degli studenti e integrazione degli strumenti digitali nella didattica.

Particolare attenzione è stata riservata all’organizzazione dei servizi a supporto degli studenti. Nelle realtà visitate, accanto agli insegnanti operano figure come psicologi, counsellor, logopedisti, infermieri e operatori dei servizi sociali, con un lavoro coordinato rivolto anche agli alunni stranieri, ai ragazzi più fragili e a quelli che vivono situazioni di rischio.

Un modello sostenuto, secondo quanto osservato dalla delegazione, da importanti investimenti nell’istruzione pubblica.

Autonomia fin dai primi anni di scuola

Un altro elemento che ha colpito i rappresentanti della Marco Polo riguarda il grado di autonomia riconosciuto agli studenti.

Già dalla scuola dell’infanzia e dalla primaria viene lasciato ai ragazzi un significativo spazio di scelta e movimento, con l’obiettivo di sviluppare progressivamente responsabilità verso il proprio apprendimento e attenzione agli ambienti comuni.

Anche la tecnologia viene utilizzata in maniera trasversale, all’interno di ambienti di apprendimento flessibili e con un rapporto tra docenti e studenti descritto come informale ma allo stesso tempo rigoroso.

«Nuove prospettive per ripensare spazi e tempi scolastici»

Positivo il bilancio tracciato dai docenti al rientro a Trieste.

«È stata un’esperienza altamente arricchente, sia dal punto di vista umano sia da quello professionale», raccontano. «Osservare il lavoro dei colleghi svedesi ci ha permesso di confermare la bontà di molte nostre prassi quotidiane, ma ci ha anche offerto nuove prospettive per ripensare la gestione degli spazi, l’uso dei tempi scolastici e l’approccio all’autonomia degli studenti».

L’obiettivo non è quindi quello di trasferire automaticamente a Trieste il modello osservato all’estero, ma utilizzare il confronto europeo per arricchire le pratiche già presenti nell’istituto.

Non solo Svezia: nove insegnanti in formazione in Europa

Il progetto Erasmus+ della Marco Polo ha coinvolto anche altri Paesi.

Nove insegnanti, due dei quali avevano partecipato anche all’esperienza svedese, hanno frequentato corsi di formazione della durata di una settimana a Malaga, Lisbona, Madeira e Tallinn.

I percorsi hanno affrontato diversi aspetti della scuola contemporanea: dalla costruzione di classi emotivamente sicure alla comunicazione inclusiva e internazionale, dall’insegnamento attraverso movimento e danza fino all'utilizzo pratico dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali per una didattica inclusiva e centrata sul bambino.

Le esperienze hanno inoltre permesso ai docenti triestini di entrare in contatto con colleghi provenienti da altri Paesi, creando relazioni che in futuro potrebbero trasformarsi in ulteriori scambi e mobilità.

Le esperienze europee tornano nelle classi di Trieste

Quanto appreso durante i viaggi non è rimasto patrimonio esclusivo dei partecipanti.

Materiali, osservazioni e buone pratiche sono stati condivisi con il resto dell’istituto durante l’incontro di disseminazione “Docenti in viaggio, scuola in movimento – Esperienze Erasmus+ KA121 25-26”, svoltosi l’8 giugno 2026.

È uno degli aspetti centrali dell’intero progetto: trasformare l’esperienza di un gruppo di insegnanti in un patrimonio utilizzabile dall'intera comunità scolastica.

Il prossimo passo: coinvolgere anche gli studenti

Il primo Erasmus+ della Marco Polo rappresenta soltanto l'inizio.

Il prossimo programma dell’istituto punta infatti ad allargare le esperienze europee anche agli studenti, facendo compiere un ulteriore passo al percorso di internazionalizzazione avviato con l’accreditamento del 2025.

Dalla Svezia a Trieste, passando per Malaga, Lisbona, Madeira e Tallinn, il messaggio che emerge dall’esperienza è quello di una scuola che vuole guardare oltre i propri confini per riportare poi nelle proprie aule idee, strumenti e metodi nuovi.

Per l’Istituto Comprensivo Marco Polo, il primo viaggio Erasmus+ apre così una strada destinata a proseguire: una scuola triestina sempre più europea, aperta allo scambio e pronta a trasformare le esperienze internazionali in nuove opportunità per docenti e ragazzi.

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