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Cronaca

Trieste, intervento record salva un 27enne: “Nessun danno, nostro figlio ha una nuova vita”

Martina Anna Vergaro ·
Trieste, intervento record salva un 27enne: “Nessun danno, nostro figlio ha una nuova vita”

Una storia di sanità che funziona, fatta di tempestività, competenza e umanità. È quella raccontata da Michele Sassanelli, padre di Domenico, 27 anni, colpito da un tumore cerebrale e oggi tornato alla vita senza conseguenze neurologiche grazie all’intervento degli specialisti di Trieste.

Tutto inizia il 6 dicembre 2025, quando il giovane viene accompagnato al pronto soccorso dell’Ospedale San Polo per alcuni giramenti di testa. Gli accertamenti portano alla prescrizione di una TAC, eseguita il giorno successivo: l’esito è drammatico, una massa cerebrale di circa sei centimetri.

Il trasferimento è immediato all’Ospedale di Cattinara, dove il caso viene preso in carico dal reparto di Neurochirurgia. È qui che avviene quello che la famiglia definisce un passaggio decisivo: l’incontro con il professor Leonello Tacconi, primario del reparto, presente in ospedale anche in un giorno festivo.

Dopo aver visionato gli esami e visitato il paziente, il neurochirurgo decide di intervenire rapidamente. L’operazione viene programmata per il 10 dicembre e si conclude con successo: la massa viene completamente asportata. L’esame istologico confermerà l’intuizione del medico: si trattava di un neurocitoma benigno.

Dopo il delicato passaggio in terapia intensiva e la degenza in Neurochirurgia, Domenico viene dimesso il 16 gennaio 2026 e trasferito all’Ospedale Maggiore per la riabilitazione. È qui che la famiglia racconta di aver trovato un ambiente “amorevole, quasi come a casa”, sottolineando il lavoro sinergico di medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi e operatori socio-sanitari.

Il percorso riabilitativo procede meglio del previsto: il 25 febbraio 2026 arriva il via libera al rientro a casa, con prosecuzione delle terapie vicino al domicilio. Oggi Domenico non presenta alcun danno cerebrale, motorio o cognitivo.

Nelle parole del padre emerge una profonda gratitudine: “Medici di questo calibro vanno sostenuti e valorizzati. Salvano vite e restituiscono futuro e speranza”. Un ringraziamento che si estende a tutto il personale sanitario coinvolto, in particolare agli operatori della riabilitazione, lodati per la sensibilità e la dedizione dimostrate ogni giorno.

Una testimonianza che accende i riflettori su una sanità pubblica capace di eccellenza, dove professionalità e umanità si incontrano per fare la differenza.

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